Maurizio Massè, l’ex amante e presunto complice della mantide di Parabiago

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Maurizio Massè, 59enne milanese con un passato criminale, è stato fermato nelle ultime ore e accusato di essere il complice di Adilma Pereira Carneiro, la donna brasiliana di 49 anni soprannominata “Mantide di Parabiago” per la morte sospetta di due uomini legati alla sua vita. La Procura di Busto Arsizio lo ritiene coinvolto nell’omicidio di Michele Della Malva, secondo marito di Adilma, deceduto in circostanze mai chiarite nel 2011. Massè, residente a Quarto Oggiaro, quartiere milanese noto per la sua storia criminale, è sospettato di avere legami con la ‘ndrangheta calabrese, un dettaglio che aggiunge ulteriori tasselli a una vicenda già intricata.

La storia della “Mantide di Parabiago” ha iniziato a prendere forma nel 2023, quando Adilma è stata accusata dell’omicidio premeditato di Fabio Ravasio, il suo compagno, ucciso il 9 agosto mentre rientrava a casa in bicicletta. Quella che inizialmente sembrava una tragica fatalità si è trasformata in un’indagine complessa, che ha portato alla luce una rete di complicità e sospetti. Secondo gli inquirenti, Ravasio non sarebbe stato vittima di un pirata della strada, ma di un delitto orchestrato con l’aiuto di più persone, tra cui lo stesso Massè.

La relazione tra Massè e Adilma, nata in carcere, è al centro delle indagini. I due avrebbero pianificato insieme la morte di Michele Della Malva, il secondo marito della donna, scomparso in circostanze mai del tutto chiarite. Della Malva, come Ravasio, è solo uno degli uomini legati alla vita di Adilma che hanno incontrato una fine tragica. Alcuni sono morti, altri sono in carcere, e tutti sembrano essere accomunati da un destino segnato da violenza e mistero. La donna, già nota per il suo passato turbolento, è stata soprannominata “Mantide” per la sua capacità di attirare uomini che, prima o poi, finiscono per scomparire o ritrovarsi in situazioni drammatiche.

Il processo a carico di Adilma Pereira Carneiro, iniziato da poco in corte d’Assise, sta portando alla luce dettagli inquietanti. Secondo l’accusa, la donna avrebbe agito con l’aiuto di complici, tra cui Massè, per eliminare chi le stava accanto. Le indagini, che hanno coinvolto anche i Carabinieri, hanno rivelato una trama fatta di messe in scena, omicidi camuffati da incidenti e legami con la criminalità organizzata. Massè, con il suo lungo elenco di precedenti penali, rappresenta un tassello fondamentale per ricostruire la verità su questi delitti.

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