Maurizio Massè, il presunto complice della mantide di Parabiago

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Maurizio Massè, 59enne milanese con un passato segnato da numerosi precedenti penali, è stato fermato su ordine della Procura di Busto Arsizio con l’accusa di aver aiutato Adilma Pereira Carneiro, la cosiddetta “Mantide di Parabiago”, nell’omicidio del suo primo marito, Michele Della Malva. La vicenda, che si intreccia con una rete di relazioni tossiche e presunti legami criminali, risale al 2011, quando Della Malva morì in circostanze mai del tutto chiarite.

Massè, residente a Quarto Oggiaro, quartiere milanese noto per la sua storia legata alla criminalità organizzata, è sospettato di avere legami con le cosche calabresi della ‘ndrangheta. La sua figura emerge ora come quella di un possibile complice non solo nell’omicidio di Della Malva, ma anche in una relazione sentimentale con Adilma, nata durante un periodo di detenzione. La donna, 49enne di origini brasiliane, è già sotto processo per l’omicidio del compagno Fabio Ravasio, ucciso il 9 agosto scorso mentre rientrava a casa in bicicletta.

Quella che inizialmente sembrava una morte accidentale si è trasformata in un caso di omicidio premeditato, con l’accusa che punta il dito contro Adilma e i suoi presunti complici. La Procura sostiene che Ravasio sia stato ucciso in un’imboscata orchestrata con cura, e non da un pirata della strada come ipotizzato in un primo momento.

La storia di Adilma Pereira Carneiro è costellata di uomini finiti in carcere o morti in circostanze sospette. Michele Della Malva, conosciuto in carcere e sposato nel 2009, è solo uno di questi. La sua morte, avvenuta due anni dopo il matrimonio, è stata a lungo considerata un mistero, ma ora potrebbe trovare una spiegazione nelle indagini che coinvolgono Massè.

Il fermo di Massè rappresenta un nuovo tassello in un puzzle giudiziario complesso, che vede la donna al centro di una rete di relazioni pericolose e di presunti delitti. La sua figura, definita “mantide” per la capacità di attrarre e distruggere i propri compagni, è diventata simbolo di una cronaca nera che unisce passioni, tradimenti e violenza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.