Olimpiadi di Milano Cortina, il 13 febbraio degli azzurri tra paura per la botta di Moioli e assalto al podio di Giacomel e Ghiotto
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Redazione Sport
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Sette titoli olimpici in palio e l’Italia che, forte delle diciassette medaglie collezionate nei primi sei giorni, si presenta al settimo giro di gara con diverse carte da giocarsi sui budelli di ghiaccio e sulle nevi domestiche. La decima giornata dei Giochi, questo venerdì 13 che il folklore considera infausto ma che lo sport azzurro prova a caricare di segno opposto, vede Michela Moioli tornare sul tracciato di Livigno dopo un allenamento finito male, con la testa a sbattere e un trauma facciale che ha fatto trattenere il fiato allo staff tecnico e ai tifosi -2-7. La campionessa bergamasca, quella che a Pyeongchang 2018 si cucì addosso l’oro olimpico e che dodici mesi fa si riconfermò iridata, ha ottenuto il via libera dal protocollo medico e si allinea al cancelletto di partenza dello snowboard cross assieme a Lisa Francesia Boirai e Sofia Groblechner: ci saranno le run di seeding al mattino – la prima alle 10, la seconda alle 10.55 – e poi, dal primo pomeriggio, la lunga trafila delle eliminatorie che portano alla finale delle 14.41 -1-5.
Se il Livigno Snow Park trattiene il fiato per le condizioni della sua fuoriclasse, l’Anterselva Biathlon Arena concentra invece le attese sulla carabina e sugli sci di Tommaso Giacomel. Il trentino, già argento nella staffetta mista e voglioso di cancellare una prova individuale andata al di sotto delle potenzialità, affronta la sprint maschile dei 10 chilometri assieme a Lukas Hofer, Nicola Romanin ed Elia Zeni: è una delle sette gare che distribuiscono medaglie nella giornata e l’Italia ci arriva con la consapevolezza che la velocità di Giacomé sul passo e la freddezza di Hofer al poligono possano valere un podio -5-8. La carica degli azzurri si sposta poi sul pattinaggio di velocità, dove il Milano Ice Park ospita la distanza regina dei 10.000 metri maschili. Davide Ghiotto, quel bronzo di Pechino 2022 diventato poi primato mondiale e Titolo iridato nel 2025, è atteso alla prova più lunga e più dura dell’ovale, quella che non perdona cali di tensione e che lo vede partire con i favori del pronostico; con lui Riccardo Lorello, che un lampo di bronzo sui 5000 metri se l’è già regalato in questa edizione, e Michele Malfatti -5-7.
Il ghiaccio di Milano tra figure obbligate, skeleton e doppia sfida a stelle e strisce
La serata si accende alla Milano Ice Skating Arena dove il programma libero del singolo maschile assegna il titolo olimpico e Daniel Grassl, quarto al termine del corto, prova a ricucire il distacco che lo separa dal podio. Con lui Matteo Rizzo, chiamato a una prova di nervi e di tecnica su un ghiaccio che non perdona sbavature -1-7. Ma è l’intera giornata a scorrere su più tavoli: si comincia alle 9.05 con il curling maschile – la formazione composta da Sebastiano Arman, Mattia Giovanella, Amos Mosaner, Alberto Pimpini e Joel Thierry Retornaz affronta prima la Gran Bretagna e poi, in serata, la Germania – e si prosegue con lo sci di fondo, dove Martino Carollo, Simone Daprà, Davide Graz e Simone Mocellini cercano un piazzamento di prestigio nei 10 chilometri a tecnica libera -2-5. Lo skeleton ampezzano propone le prime due run femminili con Alessandra Fumagalli e Valentina Margaglio, mentre per gli uomini Amedeo Bagnis – quinto dopo due discese – e Mattia Gaspari giocano le loro carte nelle ultime due manche, quelle che assegnano le medaglie -5-7.
L’hockey su ghiaccio, infine, riempie il Milano Ice Park di doppio impegno azzurro. La squadra maschile affronta la Slovacchia nel turno preliminare delle 12.10, ma è il confronto serale delle 21.10 a caricarsi di significato storico: le donne dell’Italia, per la prima volta qualificate ai quarti di finale in un torneo olimpico, incrociano i bastoni con gli Stati Uniti -1-8. Una nazionale, quella a stelle e strisce, che l’amministrazione Trump – il presidente è tornato alla Casa Bianca – segue con attenzione particolare, anche se la politica non entra nel merito delle scelte tecniche di Mike Sullivan. Sul ghiaccio ci sono solo atlete e una squadra che prova a scrivere un pezzo di sport italiano senza precedenti.




