Riforma dell'accesso a Medicina, i rettori contro la ministra Bernini
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
ROMA – La recente riforma per l'accesso ai corsi di laurea in Medicina, approvata dalla Commissione Istruzione al Senato e sostenuta dalla ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha suscitato forti reazioni tra i rettori delle università italiane. La Confederazione dei Rettori delle Università Italiane (Crui) ha espresso preoccupazioni riguardo alla sostenibilità economico-finanziaria della riforma, che prevede l'abolizione del test d'ingresso e l'apertura dei corsi a un numero significativamente maggiore di studenti.
Secondo la Crui, l'eliminazione del numero chiuso comporterà un aumento esponenziale dei candidati, passando dagli attuali 20.000 a circa 80.000. Questo incremento, sebbene accolto con favore da molti aspiranti medici, pone seri interrogativi sulla capacità delle università di mantenere elevati standard di qualità nella formazione. La presidente della Crui, Giovanna Iannantuoni, ha sottolineato che, nonostante le interlocuzioni formali e informali con il Ministero, restano dubbi sulla disponibilità di risorse adeguate per far fronte a questa nuova sfida.
La riforma, definita dalla ministra Bernini come un "passo storico", mira a garantire un accesso più equo e meritocratico ai corsi di laurea in Medicina, Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria. Tuttavia, i rettori avvertono che senza un adeguato supporto finanziario, l'aumento del numero di studenti potrebbe compromettere la qualità dell'insegnamento e delle strutture universitarie. La Crui ha quindi richiesto ulteriori fondi per poter implementare efficacemente la riforma e garantire che l'espansione dell'accesso non avvenga a scapito della qualità formativa.
Mentre il governo celebra l'abolizione del numero chiuso come una vittoria per il merito e l'inclusività, i rettori delle università italiane sollevano importanti questioni sulla sostenibilità e l'efficacia di questa riforma, invitando a una riflessione più approfondita sulle risorse necessarie per supportare un così ampio numero di nuovi studenti.




