Medicina, la ministra Bernini annuncia modifiche al semestre filtro
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Redazione Interno
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La strada imboccata per l'accesso alle facoltà di Medicina e Chirurgia, che ha sostituito il tradizionale test d'ingresso nazionale con un cosiddetto "semestre filtro", non verrà abbandonata, nonostante le aspre critiche e le difficoltà emerse in queste prime settimane di applicazione. La ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha tuttavia annunciato, a seguito di un incontro con il Consiglio nazionale degli studenti universitari, una revisione del meccanismo per i prossimi cicli e misure correttive, che alcuni definirebbero una "sanatoria", per gli immatricolati nell'anno in corso. Il percorso, che verte sullo studio di discipline scientifiche fondamentali come chimica, biologia e fisica, si è infatti rivelato più impervio del previsto, mettendo in luce programmi giudicati troppo estesi e un monte ore di lezione non sempre adeguato a coprirli compiutamente.
Le criticità emerse e la sterzata del ministero
L'auspicio di una svolta, che pure molti attendevano, si è materializzato in una dichiarazione di "piena disponibilità" da parte del ministero, la quale arriva dopo un periodo di tensioni non solo accademiche. La stessa ministra Bernini, la quale ha in programma un'informativa in Parlamento per illustrare la riforma in maniera più dettagliata, ha riconosciuto la necessità di interventi, pur ribadendo con fermezza l'intenzione di non fare marcia indietro verso il vecchio sistema selettivo. Alcuni, osservando questa apertura a modifiche sostanziali dopo tante polemiche, hanno ironicamente notato che, in un certo senso, "avevano ragione" coloro che avevano sollevato per primi le obiezioni più forti.
Il contesto delle proteste e lo scontro ad Atreju
Il dibattito pubblico sul tema si è animato ulteriormente in seguito a un acceso episodio occorso durante "Atreju", la festa dei giovani di Fratelli d'Italia, dove un militante universitario, membro dell'Udu e di Sinistra Universitaria, ha affrontato polemicamente la ministra proprio sulla questione del semestre. Quel confronto, diventato rapidamente virale, ha portato sotto i riflettori le posizioni del movimento studentesco più critico, il quale non ha esitato a lanciare accuse dirette e a chiedere perfino le dimissioni della titolare del Mur, colpevole, a loro dire, di aver creato un meccanismo ingiusto e farraginoso.
Il futuro della riforma tra aggiustamenti e garanzie
Ora, mentre si avvicina la data del 28 febbraio, prevista per la conclusione della prima sessione del semestre aperto, l'attenzione si sposta sulle concrete modifiche che il ministero vorrà apportare. La promessa è quella di rendere il percorso più equilibrato, senza tuttavia cedere alla tentazione di ripristinare lo sbarramento iniziale, il quale, se da un lato selezionava in base a una prova standardizzata, dall'altro era da anni al centro di polemiche per i suoi limiti intrinseci. La sfida, complessa, resta quella di conciliare l'esigenza di una formazione solida e selettiva con la garanzia di un metodo di accesso che sia percepito come equo e trasparente dalla maggior parte degli aspiranti medici.




