Test di medicina, la ministra Bernini: "Esami validi, annulleremo quelli dei furbetti"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La macchina degli esami di accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, nonostante le numerose e gravi irregolarità denunciate in tutta Italia, ha retto. Questo, in sintesi, il punto di vista del ministero dell'Università, che ha confermato la validità della prova svoltasi il 20 novembre, la prima secondo il nuovo modello di riforma. La ministra Anna Maria Bernini, pur riconoscendo la presenza di "furbetti", ha sottolineato come la stragrande maggioranza dei cinquantacinquemila candidati abbia potuto svolgere il proprio esame, i cui risultati saranno pubblicati il 3 dicembre. Una posizione, la sua, che non ignora le infrazioni ma che punta a colpire i singoli responsabili, annullandone i compiti, piuttosto che invalidare l'intera sessione.

Le segnalazioni di irregolarità

Dalle aule universitarie, tuttavia, sono emerse testimonianze che dipingono un quadro ben diverso, fatto di comportamenti che minano l'integrità della prova. Ai vigilanti, che pure hanno espulso alcuni studenti colti in flagrante, sono sfuggiti molti altri episodi: telefoni cellulari che, squillando, hanno interrotto la concentrazione di molti senza che ciò comportasse sanzioni per i possessori, e studenti che hanno copiato liberamente servendosi di smartwatch e di altri dispositivi elettronici. Di particolare gravità appaiono, poi, le segnalazioni relative a scambi di suggerimenti tra i candidati e, in alcuni casi, persino a membri delle commissioni che avrebbero indirizzato gli studenti verso le risposte corrette; non sono mancati, infine, ritrovamenti di apparecchiature sofisticate, come un walkie-talkie nascosto sotto una sciarpa.

La circolazione dei quesiti online

Un aspetto che ha destato allarme, e che rappresenta una violazione palese del regolamento d'esame, è stata la diffusione di materiale riservato sulla rete. Fotografie e video dei test, infatti, hanno cominciato a circolare online e sui social network quando la prova era ancora in svolgimento in molte sedi, un fatto che ha reso palese la possibilità di una contaminazione dei risultati. È proprio su questo punto, ossia sulla pubblicazione illecita dei compiti, che il ministero ha annunciato la propria intenzione di intervenire con forza, impegnandosi a risalire ai responsabili per annullarne gli esami.

La reazione politica e la diffida di Più Europa

La decisione di confermare la prova non ha però convinto tutti. Il partito Più Europa, per voce del suo presidente Matteo Hallissey, ha annunciato di aver inviato una diffida formale alla ministra Bernini, chiedendo esplicitamente l'annullamento dell'appello del 20 novembre. All'iniziativa, che rappresenta la prima azione politica formale in merito alla vicenda, hanno partecipato anche Radicali Italiani e un legale, l'avvocato Francesco Leone, segnale di una contestazione che potrebbe non limitarsi alle sole proteste verbali e che potrebbe trovare seguito in aule diverse da quelle universitarie.

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