La prova di medicina resta valida, Bernini promette di stanare i "furbetti"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nonostante le numerose segnalazioni di irregolarità, che da Bari a Palermo, passando per Napoli e Roma, hanno costellato lo svolgimento del test d'ingresso a Medicina, la ministra dell'Università ha confermato la validità della prova, definita "importantissima", per tutti i 55mila candidati. Anna Maria Bernini, mentre riconosceva l'impegno della maggioranza degli studenti, ha dichiarato con decisione che, qualora "qualche furbetto" abbia tentato di alterare gli esiti, pubblicando online i compiti o introducendo smartphone negli edifici, si procederà a risalire ai responsabili per annullarne le prove. Un'operazione di verifica che si prospetta meticolosa, alla luce dei racconti che circolano su consultazioni di dispositivi e sulla diffusione di immagini dei questionari sui social network e attraverso applicazioni di messaggistica ancor prima del termine consentito.

I controlli e le sospensioni

Dalle aule universitarie, come quelle della Statale di Milano dove – secondo il resoconto del pneumologo Francesco Blasi, presidente del comitato di direzione della facoltà – l'esame si è svolto in trenta diverse stanze, arrivano conferme di un dispiegamento di forze notevole, tale da aver quasi bloccato per un'intera giornata le attività ordinarie del polo di Città studi. "Chi lo aveva nascosto è stato subito sospeso", ha sottolineato Blasi a proposito dei telefoni, che secondo il regolamento avrebbero dovuto rimanere assolutamente al di fuori delle aule d'esame. Un sistema di vigilanza, quello descritto, che è stato definito "maniacale" in diverse sedi, sebbene non abbia evidentemente impedito a tutti di eludere la sorveglianza.

Le reazioni e il ricorso

Parallelamente alle rassicurazioni del governo e ai resoconti degli atenei, si moltiplicano le proteste organizzate dall'Unione degli universitari, la quale ha già raccolto l'adesione di oltre tremila giovani a un modulo per un ricorso collettivo. Questo ricorso, che si aggiunge al coro di voci critiche, non è rivolto soltanto contro le presunte falle nel controllo durante la prova, ma investe più in generale il nuovo sistema di selezione, considerato da molti inadeguato e fonte di disparità. Le foto dei test, finite in rete con troppa facilità, hanno offerto il fianco a chi da tempo denuncia le criticità di un meccanismo che, secondo alcuni osservatori, rischia di rappresentare un'anticamera poco rassicurante per il futuro della professione medica in Italia.

La macchina organizzativa

Nonostante tutto, l'apparato logistico e amministrativo, che ha dovuto gestire un numero impressionante di candidati in un unico giorno, sembra aver retto. La ministra Bernini ha espresso soddisfazione per il funzionamento della "macchina", assicurando che i risultati saranno resi noti alla data prevista, fissata per il prossimo 3 dicembre. Resta ora da vedere, in concreto, come si concretizzerà l'impegno a individuare coloro che hanno tentato di frodare la selezione, un'azione che, se portata a compimento, potrebbe modificare le graduatorie definitive e restituire una parvenza di equità a una procedura il cui esito è così determinante per il futuro di migliaia di aspiranti camici bianchi.

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