La "ghibli mania" tra intelligenza artificiale e diritti d'autore: quando l'arte generata diventa un caso
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se negli ultimi giorni avete notato un’invasione di immagini che ricordano i capolavori di Hayao Miyazaki – atmosfere oniriche, tratti delicati, personaggi dallo sguardo malinconico – non siete vittime di un’allucinazione collettiva. Quella che i social hanno ribattezzato ghibli mania è l’ultima tendenza virale che sfrutta l’intelligenza artificiale per trasformare foto, persino selfie, in illustrazioni che imitano lo stile dello Studio Ghibli. Un fenomeno che, oltre a far discutere, ha messo sotto pressione strumenti come ChatGPT, talmente richiesto da finire temporaneamente in tilt.
La procedura è semplice: basta caricare un’immagine su piattaforme abilitate, spesso gratuite, e ottenere in pochi secondi una versione "ghiblificata" di se stessi o di qualsiasi soggetto. Politici, influencer e utenti comuni hanno aderito in massa, condividendo ritratti che sembrano estratti da La città incantata o Il castello errante di Howl. Ma ciò che appare come un gioco innocuo nasconde questioni complesse, a partire dalla liceità di replicare un tratto artistico protetto da copyright.
Lo Studio Ghibli, fondato da Miyazaki e Isao Takahata, ha costruito in decenni un’estetica riconoscibilissima, tutelata da leggi che ne impediscono l’uso non autorizzato. Sebbene gli strumenti AI non copino direttamente le opere originali, il risultato è talmente simile da sollevare dubbi sulla violazione della proprietà intellettuale. Giuristi e esperti del settore sottolineano come, in assenza di normative specifiche, sia difficile stabilire confini precisi tra omaggio, parodia e appropriazione illecita.
Non è la prima volta che l’intelligenza artificiale sfida i limiti del diritto d’autore: casi precedenti, come quello di artisti che hanno citato in giudizio piattaforme per l’uso non consentito delle loro creazioni, dimostrano quanto il terreno sia scivoloso. La differenza, stavolta, è la rapidità con cui la moda si è diffusa, trasformando un esperimento tecnologico in un fenomeno globale.




