L'ora del debutto per la Formula Uno che cambia pelle: a Melbourne la Ferrari svetta con Leclerc e Hamilton, ma è già allarme rosso per l'affidabilità
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Redazione Sport
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Il semaforo verde della stagione 2026 si è acceso sullo splendido quanto insidioso asfalto dell’Albert Park di Melbourne, e la prima indicazione cronometrica porta la firma della Ferrari. Charles Leclerc, con un guizzo nel finale, ha piazzato la sua rossa in cima alla lista dei tempi della prima sessione di prove libere, precedendo di 469 millesimi il nuovo compagno di squadra Lewis Hamilton, a sua volta capace di precedere la Red Bull di Max Verstappen. Una doppietta, quella del Cavallino, che se da un lato lancia un segnale prestazionale importante, dall'altro va letta con la cautela che una prima uscita di questo tipo impone, considerando i programmi di lavoro e i carichi di carburante ancora misteriosi per chi osserva dai box. Il vero significato di questi primi 60 minuti, più che nei tempi sul giro, va forse ricercato nei tanti, troppi, segnali di difficoltà che hanno accompagnato il battesimo della nuova era tecnica.
Il rombo della rivoluzione e i primi scricchiolii tecnici
L'avvio di questo campionato rappresenta un salto nel buio normativo senza precedenti nella storia recente della categoria: nuove power unit che dividono quasi equamente la potenza tra termico ed elettrico, con una componente ibrida che diventa dominante e l'addio al complesso sistema MGU-H. A ciò si aggiungono aerodinamica attiva che permette alle ali di cambiare configurazione in rettilineo e in curva, e gomme più strette per favorire lo spettacolo. Se l'obiettivo dichiarato era rendere lo sport più sostenibile e attrarre nuovi costruttori, il primo atto della stagione ha messo in luce quanto sia complessa questa transizione. Lo testimoniano le difficoltà incontrate da più di una scuderia: il motorizzato Oscar Piastri, di fronte al pubblico di casa, ha dovuto fare i conti con una power unit della sua McLaren priva della consueta erogazione di potenza, un problema che ne ha limitato pesantemente il programma. Un'altra bandiera del vivaio Red Bull, il debuttante Arvid Lindblad, ha visto la sua prima esperienza ufficiale fermarsi bruscamente alla fine della corsia box, con la monoposto della Racing Bulls letteralmente spenta e riportata a spinta nel garage.
Il dramma Aston Martin-Honda tra vibrazioni e rischi per i piloti
La situazione più critica, e che getta un'ombra preoccupante sull'intero weekend, è però quella che vive il team Aston Martin. La nuova partnership con la Honda, nata per riportare il marchio giapponese in prima linea come fornitore ufficiale, sta vivendo un esordio da incubo. Non solo Fernando Alonso non ha potuto disputare nemmeno un giro nella FP1 a causa di un problema alla power unit, ma le voci provenienti dal paddock, confermate dallo stesso team principal Adrian Newey, dipingono uno scenario di gravità inaudita. La monoposto AMR26 è afflitta da vibrazioni talmente violente da costituire un serio rischio per l'incolumità fisica dei piloti. Si è appreso che Alonso non può spingersi oltre i 25 giri consecutivi senza il timore di riportare danni permanenti ai nervi delle mani, mentre per Lance Stroll la soglia di sicurezza scenderebbe addirittura a 15 tornate. Una situazione limite, che obbliga la squadra a una gestione al lumicino della vettura, ben lontana da quella che dovrebbe essere una normale sessione di messa a punto.
Cadillac e Audi, un esordio a due volti tra luci e ombre
L'ingresso di nuove realtà come Cadillac e Audi ha arricchito una griglia che torna a contare undici team. Per la scuderia americana, al debutto assoluto con una power unit Ferrari, l'impatto con la pista è stato realisticamente complicato, con Sergio Perez e Valtteri Bottas relegati nelle retrovie, complice anche qualche problema di gioventù come un malfunzionamento al sistema di frenata motorizzata. Meglio ha fatto il team Audi, erede del progetto Sauber, che con i suoi piloti è riuscito a inserirsi stabilmente nella top ten, confermando le buone sensazioni emerse nei test invernali. La sessione ha comunque visto la Mercedes, data da molti come la favorita della vigilia, mantenersi piuttosto anonima con Russell e Antonelli staccati di oltre un secondo, mentre il campione del mondo in carica Lando Norris ha potuto compiere appena sette giri a causa di verifiche precauzionali al cambio.




