Nuova falla nella sicurezza Usa: dati sensibili di Hegseth, Gabbard e Waltz esposti online
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Redazione Esteri
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Mentre l’attenzione pubblica è ancora concentrata sullo scandalo SignalGate, che ha coinvolto alti esponenti dell’amministrazione Trump in discussioni riservate su operazioni militari, Der Spiegel rivela un’ulteriore vulnerabilità: i contatti personali e le password di Pete Hegseth, Tulsi Gabbard e Mike Waltz sono accessibili sul web, esponendoli a potenziali intrusioni da parte di servizi stranieri.
La procuratrice generale Pam Bondi, figura chiave nel sistema giudiziario americano con poteri di azione penale, ha però già annunciato che non aprirà alcuna indagine sulle conversazioni avvenute su Signal, nonostante il rischio che agenti ostili possano aver sfruttato la falla per infiltrarsi nei dispositivi dei funzionari. Le chat, come emerso nelle scorse settimane, contenevano dettagli su un attacco contro gli Houthi, poi effettuato, discutendo piani che includevano informazioni riservate condivise persino con il direttore di The Atlantic, Jeffrey Goldberg.
A rendere la situazione ancora più grave è il fatto che, oltre alle comunicazioni compromesse, i dati personali dei tre esponenti politici siano stati trovati online, lasciando presupporre una gestione negligente della cybersecurity da parte delle istituzioni statunitensi. Il Wall Street Journal aveva già riportato che Israele fornì intelligence cruciali sul bersaglio dell’operazione, un esperto di missili legato al gruppo yemenita, il che solleva interrogativi su quanti altri dettagli sensibili siano finiti in mani non autorizzate.




