Roma cambia passo su Ztl e parcheggi: il permesso per le auto elettriche costerà mille euro, stretta sulle ibride “leggere”
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Redazione Interno
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Il Campidoglio stringe le maglie della mobilità nel centro storico, e lo fa mettendo mano a due dei pilastri su cui, fino a ieri, si reggeva l’incentivazione al cosiddetto “verde”. Con una mossa che segna una discontinuità netta rispetto al passato recente, la giunta guidata da Roberto Gualtieri ha messo a punto una delibera – firmata dall’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè – che rivoluziona l’accesso alla Zona a Traffico Limitato del cuore monumentale della capitale, patrimonio Unesco. Il principio, sostanzialmente, è uno: il privilegio di circolare e sostare gratis non è più un diritto automatico legato alla sola alimentazione del veicolo, ma va calibrato sull’impatto concreto, anche in termini di congestione, che quel veicolo produce.
La novità più rilevante, e destinata a far discutere, riguarda le auto completamente elettriche. A partire dal prossimo luglio, salvo modifiche dell’ultima ora, chi possiede una Bev e vuole entrare nelle strade del centro dovrà mettere mano al portafogli. Il permesso annuale, infatti, non sarà più gratuito ma avrà un costo di mille euro. Una cifra che, spiegano dagli uffici dell’assessorato, non è stata tirata a caso: rappresenta esattamente la metà di quanto pagano i veicoli a benzina o diesel, quasi a voler tracciare una linea di demarcazione tra chi inquina e chi no, ma al contempo a ricordare che anche l’auto a zero emissioni, quando circola, occupa spazio e contribuisce al collasso del traffico. Certo, non mancano le eccezioni, perché il provvedimento scava un solco tra diverse categorie di automobilisti: resteranno esentati dal pagamento i residenti, le persone con disabilità, i rappresentanti di commercio e gli operatori delle strutture alberghiere. Per loro, insomma, il pass continuerà a essere a costo zero, essendo legato a uno status e non al mezzo che utilizzano.
Il paradosso delle auto “pulite” e la saturazione del centro storico
Dietro la scelta dell’amministrazione, naturalmente, ci sono numeri precisi che fotografano una situazione ormai al limite. Dal 2021 a oggi, il numero di auto elettriche autorizzate a entrare in Ztl è più che triplicato, passando da 21mila a 75mila, con una proiezione che per la fine dell’anno parla di 100mila permessi. Una crescita esponenziale che, paradossalmente, ha finito per vanificare in parte l’obiettivo stesso della limitazione del traffico: decongestionare l’area. I varchi, insomma, continuavano a far passare un numero di veicoli insostenibile per la capacità stradale del centro, con una media giornaliera di 50mila ingressi a fronte di una soglia teorica sopportabile di 20mila. L’assessore Patanè, nel presentare le linee guida, è stato esplicito nel definire la Ztl un “colabrodo”, un sistema in cui l’ondata di mezzi “green” ha finito per riempire gli spazi che le politiche restrittive avevano cercato di liberare dalle auto più vecchie e inquinanti. Da qui la necessità, come spiegato dallo stesso assessore, di intervenire con uno “strumento di regolazione” che, pur mantenendo un occhio di riguardo per le zero emissioni, mettesse un freno alla congestione.
Parallelamente alla stangata sull’accesso per le elettriche, la giunta ha deciso di rivedere anche la disciplina della sosta, intervenendo su un’altra agevolazione storica: quella per le auto ibride. Anche in questo caso, però, la cura è più sottile e distingue tra diverse tecnologie. A perdere il diritto al parcheggio gratuito sulle strisce blu saranno esclusivamente le cosiddette “mild hybrid”, quei veicoli cioè in cui la componente elettrica è accessoria e non consente la marcia in modalità puramente elettrica. Per i proprietari non residenti di queste vetture, che a Roma si contano in circa 170mila unità, scatta l’obbligo di pagare la sosta come per qualsiasi auto termica. Resta invece invariata l’esenzione per le full hybrid e le plug-in, quelle che, di fatto, possono muoversi a zero emissioni per un tratto più o meno lungo. Una distinzione tecnica, questa, che mira a tutelare la funzione principale delle strisce blu – garantire la rotazione e la reperibilità dei posti auto – senza premiare tecnologie ibride leggere il cui apporto ambientale, nei ritmi cittadini, è considerato ormai marginale.
Le procedure per il nuovo permesso e le voci di protesta
L’iter per adeguarsi alle nuove disposizioni, una volta che la delibera avrà superato lo scoglio degli “approfondimenti giuridici” per cui una parte del provvedimento era stata congelata, sarà gestito da Roma Servizi per la Mobilità. Per chi è già in possesso di un’autorizzazione gratuita, l’ente invierà una comunicazione dettagliata con le tempistiche e le modalità per richiedere il nuovo pass a pagamento, qualora si intenda ovviamente continuare a varcare la Ztl. Per le nuove immatricolazioni, invece, il sistema telematico sarà aggiornato in modo da prevedere direttamente la tariffa da mille euro. Resta inteso che le procedure, come da prassi ormai consolidata per i servizi al pubblico, saranno gestite in via prioritaria attraverso lo sportello online, dove è già possibile, per chi ne ha diritto, comunicare la targa o gestire le pratiche per i contrassegni, compresi quelli per le persone con disabilità.
Non sono mancate, come prevedibile, le reazioni politiche, sebbene in questa sede ci si limiti a registrare i fatti. Forza Italia, per bocca della capogruppo in Campidoglio, ha parlato di un “ennesimo sfregio ai cittadini”, accusando l’amministrazione di procedere “secondo i piani di questa dissennata amministrazione”. Critiche sono arrivate anche da Fratelli d’Italia e dalla Lega, mentre associazioni di categoria come Confcommercio hanno lanciato l’allarme sul rischio di un centro storico sempre più difficile da raggiungere e, di conseguenza, destinato a diventare “sul lastrico” per le attività commerciali. La delibera, intanto, è stata approvata e attende solo l’ok definitivo per essere operativa, con l’obiettivo dichiarato di alleggerire la pressione su un’area che, di fatto, era tornata a essere intasata, auto elettriche o meno.




