La ztl a Roma diventa a pagamento per le auto elettriche, dal primo luglio scatta l’obbligo del permesso

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La svolta, annunciata nei mesi scorsi e messa nero su bianco dalla giunta capitolina, è destinata a modificare radicalmente le abitudini di molti automobilisti: dal primo luglio 2026, anche i veicoli a trazione esclusivamente elettrica non potranno più accedere gratuitamente alla Zona a traffico limitato del centro storico e alle altre Ztl cittadine. L’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri ha ufficializzato l’introduzione di un permesso annuale a pagamento, cancellando di fatto quel regime di favore che, fino a oggi, aveva rappresentato uno dei principali incentivi per la mobilità green nella Capitale. Un provvedimento, questo, che segna una discontinuità netta rispetto al passato, quando la leva economica veniva utilizzata per incoraggiare la diffusione di vetture a basso impatto ambientale, e che ora invece punta a riequilibrare i flussi di traffico in un’area, quella del centro storico, tutelata dall’Unesco e da anni soggetta a una pressione automobilistica crescente.

Il costo del nuovo pass e il confronto con le motorizzazioni tradizionali

La tariffa del nuovo permesso, come spiegato da Roma Servizi per la Mobilità, non sarà uguale per tutti, ma verrà calibrata in base alla tipologia di utente e al veicolo posseduto. L’assessorato alla Mobilità, guidato da Eugenio Patanè, ha stabilito che l’importo per le auto elettriche sarà inferiore di circa il cinquanta per cento rispetto a quanto corrisposto da chi circola con un’auto a benzina o diesel. Se, per fare un esempio concreto, un veicolo termico di una determinata categoria può arrivare a costare 2.016 euro all’anno, l’equivalente elettrico si attesterà sui mille euro; allo stesso modo, per quelle tipologie di utenti per cui il permesso tradizionale ha un costo di 1.016 euro, la versione riservata alle auto a batteria sarà di cinquecento euro, con una forbice che, in base alle simulazioni fornite dal Campidoglio, potrebbe coinvolgere anche i possessori di veicoli ibridi, per i quali si parla di una tariffa di 781 euro. Un meccanismo, questo, che cerca di mantenere una qualche forma di agevolazione, seppur ridimensionata, per chi ha scelto la mobilità elettrica.

Le categorie escluse dal pagamento e le altre misure sulla sosta

Il provvedimento, pur nella sua portata innovativa, non cancella del tutto le esenzioni, che continueranno a esistere per specifiche categorie di cittadini e lavoratori. L’accesso gratuito alla Ztl rimarrà infatti in vigore per i residenti dell’area, per gli artigiani che hanno il laboratorio all’interno del perimetro, per i genitori che devono accompagnare i figli negli istituti scolastici del centro storico, per i medici convenzionati e per i veicoli di enti e aziende che svolgono servizi pubblici o di emergenza, senza dimenticare i mezzi del car sharing. Parallelamente, la giunta ha messo mano anche alla disciplina della sosta, con un’altra direttiva che riguarda i veicoli ibridi: le cosiddette “mild hybrid” perderanno il diritto alla gratuità sulle strisce blu, mentre full hybrid e plug-in continueranno a beneficiarne, una distinzione motivata dall’apporto marginale della componente elettrica nei primi modelli, che non consente una marcia a zero emissioni prolungata.

I numeri che hanno portato alla decisione: il boom di accessi e la congestione

Alla base della scelta dell’amministrazione, come si legge nelle note ufficiali, ci sono dati oggettivi relativi alla circolazione e alle immatricolazioni. Negli ultimi quattro anni, le registrazioni di auto elettriche a Roma sono aumentate del trecentocinquanta per cento, un’impennata che ha avuto un effetto diretto e immediato sul numero di richieste di accesso alle Ztl, con il totale degli autorizzati che ha raggiunto quota settantacinquemila, in costante ascesa. Le auto a batteria, ad oggi, rappresentano la categoria di veicoli che effettua il maggior numero di transiti nel centro storico, seconda solo ai mezzi del trasporto pubblico, un fenomeno che, di fatto, ha finito per vanificare in parte la funzione originaria delle Zone a traffico limitato, nate per proteggere il tessuto urbano e migliorare la vivibilità riducendo la pressione delle auto. La congestione e la ridotta disponibilità di parcheggi sono dunque diventati fattori talmente rilevanti da indurre l’amministrazione a un cambio di passo, allineandosi peraltro a quanto già accaduto in diverse altre capitali europee, dove le agevolazioni per le elettriche sono state progressivamente riviste.

Le procedure per il rilascio dei nuovi permessi

Sul piano operativo, Roma Servizi per la Mobilità gestirà la transizione tra il vecchio e il nuovo regime. Per coloro che già possiedono un’autorizzazione gratuita, è previsto l’invio di una comunicazione contenente tutte le indicazioni su modalità e termini per richiedere, qualora lo si desideri, il nuovo permesso a pagamento che consentirà di continuare a varcare i varchi elettronici. Per le nuove immatricolazioni, invece, l’obbligo del Titolo oneroso scatterà non appena il sistema di rilascio sarà pienamente operativo, cosa che comunque dovrà avvenire entro la data del primo luglio, termine fissato per l’entrata a regime dell’intera riforma. Un cambiamento, questo, che coinvolgerà migliaia di automobilisti e che rappresenta una delle modifiche più significative degli ultimi anni per quanto riguarda la disciplina della mobilità nella Capitale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.