La svolta del Campidoglio sulle Ztl: verso il permesso da mille euro per le auto elettriche e strisce blu a pagamento per le ibride
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Redazione Interno
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L’amministrazione capitolina, con una mossa destinata a ridefinire gli equilibri della mobilità nel cuore della città, ha ufficializzato l’intenzione di rivedere profondamente le agevolazioni finora concesse ai veicoli a basso impatto ambientale. Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità della giunta guidata da Roberto Gualtieri, ha messo la firma su due provvedimenti di indirizzo che, una volta superato l’esame della Giunta previsto entro la fine del mese, diventeranno operativi a partire dal prossimo giugno. Il pacchetto di misure, pensato per decongestionare l’area del centro storico tutelata dall’Unesco, introduce un principio destinato a far discutere: l’accesso alla Zona a Traffico Limitato non sarà più gratuito per i settantacinquemila veicoli a trazione esclusivamente elettrica, fatta eccezione per residenti, disabili e alcune categorie professionali come i rappresentanti di commercio e le strutture alberghiere, per i quali l’ingresso rimarrà a costo zero. A questi automobilisti, qualora intendano mantenere la possibilità di transitare davanti ai varchi elettronici, verrà richiesto il pagamento di un permesso annuale dal valore di mille euro -1-4.
Parallelamente, un’altra modifica sostanziale riguarda la sosta tariffata. L’attuale gratuità delle strisce blu per i veicoli ibridi, sancita da una delibera del 2008, verrà ridimensionata in base alla tipologia di motorizzazione. I proprietari di auto mild hybrid, quelle cioè in cui la componente elettrica è solo di supporto e non consente la marcia in modalità totalmente elettrica, perderanno il diritto al parcheggio gratuito se non residenti nell’ambito territoriale di riferimento. Diverso il discorso per i full hybrid e i plug-in, che conserveranno invece l’esenzione. Una distinzione, questa, che il Campidoglio giustifica con la necessità di preservare la funzione primaria della sosta a pagamento, ossia garantire il turnover e una maggiore reperibilità di stalli, messa a rischio dall’aumento esponenziale di mezzi autorizzati alla sosta gratuita -3-7.
Le ragioni addotte dall’assessore Patanè per motivare la stretta risiedono in un’analisi dei flussi che prescinde, in questo caso, dal mero dato delle emissioni. Se è vero, come spiega lo stesso Patanè, che le auto elettriche non producono sostanze inquinanti, è altrettanto vero che il loro ingombro fisico sulle strade, spesso strette e di matrice storica, è identico a quello di qualsiasi altra vettura. L’incremento registrato nelle immatricolazioni di veicoli green – un +300% per le elettriche dal 2021 al 2025, con un passaggio da ventunomila a settantacinquemila unità, e una crescita esponenziale anche per le ibride – ha finito per saturare la capacità viaria della zona, vanificando di fatto l’effetto regolatore della Ztl -3-6. L’obiettivo dichiarato, dunque, non è punire l’ecologia, ma ridurre la pressione fisica delle auto su un tessuto urbano particolarmente delicato, portando il numero di permessi per i non residenti da settantacinquemila a circa venticinquemila. I proventi stimati, intorno ai venticinque milioni di euro, verrebbero reinvestiti, stando alle dichiarazioni dell’amministrazione, nel potenziamento del trasporto pubblico locale -6.




