Roma, mille euro per entrare in centro con l’elettrica: la giunta Gualtieri cambia le regole di Ztl e strisce blu

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Campidoglio ha messo nero su bianco la fine di un’era per la mobilità a trazione alternativa. Due provvedimenti di indirizzo firmati dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè – e che approderanno in giunta entro la fine di febbraio – introducono un cambio di paradigma sostanziale: le auto interamente elettriche, le Bev, dovranno dotarsi di un permesso annuale da mille euro per varcare i varchi della Ztl del centro storico, mentre le vetture mild hybrid, quelle cioè con un sistema elettrico di supporto al termico ma senza la possibilità di marcia in modalità zero emissioni, perderanno il diritto alla sosta gratuita sulle strisce blu -2-5-10.

La motivazione addotta dall’amministrazione, ed esplicitata nella nota diffusa dall’assessorato, risiede nella necessità di decongestionare l’area Unesco, un perimetro – quello del centro storico capitolino – sottoposto a una pressione veicolare divenuta, a detta dei tecnici di Roma Capitale, insostenibile. Il provvedimento, lungi dall’essere una tassa sull’ecologia, viene presentato come uno strumento di regolazione dei flussi: l’incremento esponenziale delle immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi, infatti, se da un lato ha ridotto le emissioni inquinanti, dall’altro non ha affatto risolto il problema della saturazione degli stalli e della densità del traffico -2-7. Un paradosso, questo, che l’assessorato aveva già previsto mesi fa, quando era emerso il dato delle oltre duecentocinquantamila ibride circolanti nella Capitale, un numero destinato a crescere vertiginosamente anche in virtù della sentenza del Giudice di Pace che, nel 2025, aveva equiparato di fatto le ibride alle elettriche ai fini della libera circolazione -6.

Se si analizza la struttura dei due atti, emerge una netta distinzione tra la ratio che muove la revisione delle regole per l’accesso e quella che, invece, disciplina la sosta. Per quanto concerne la Ztl, il pass a pagamento per le Bev dei non residenti – fissato su una cifra simbolica e selettiva di mille euro – sostituirà il regime di liberalità integrale finora vigente. Restano esentati, e questo è un passaggio cruciale che spesso sfugge alla sintesi delle cronache, tutti coloro che accedono alla zona per ragioni legate allo status personale o professionale: i residenti, i portatori di handicap, i rappresentanti di commercio e le strutture ricettive alberghiere continueranno a non pagare -3-5. Per i possessori di auto elettriche attualmente titolari di un’autorizzazione gratuita, Roma Servizi per la Mobilità provvederà a inviare una comunicazione ad hoc per richiedere il nuovo Titolo oneroso; per le nuove immatricolazioni, invece, l’obbligo scatterà contestualmente all’implementazione del sistema informatico di rilascio -2-10.

La sosta a pagamento per le ibride leggere e la distinzione tecnica tra i sistemi di propulsione

Il secondo fronte della manovra riguarda le strisce blu e introduce una distinzione che, fino a ieri, era irrilevante agli occhi del codice della strada applicato localmente. La delibera di Giunta Capitolina numero 257 del 2008, che concedeva gratuità indiscriminata a tutte le motorizzazioni alternative, verrà modificata selettivamente. Le auto full hybrid e plug‑in, ovvero quelle capaci di muoversi anche in modalità completamente elettrica per tratte più o meno estese, manterranno l’esenzione dal ticket orario. Le mild hybrid, invece, perderanno questo beneficio e, qualora non siano nella condizione di residenti nella zona di sosta, dovranno pagare regolarmente la tariffa -2-5.

La scelta, come si legge nella nota dell’assessorato, poggia su un criterio strettamente emissivo e prestazionale: i veicoli con architettura mild, che montano un piccolo motogeneratore in grado di assistere il termico nella fase di spunto ma non di sostenere la marcia, offrono un contributo ambientale marginale, specialmente nelle condizioni di guida urbana spezzata tipica della Capitale. Ecco dunque che l’amministrazione Gualtieri decide di intervenire chirurgicamente per tutelare quella che definisce «la funzione primaria delle strisce blu»: non soltanto disincentivare l’uso del mezzo privato, ma soprattutto garantire il ricambio nella sosta e, di riflesso, una maggiore reperibilità dei posti auto -2-10. Una funzione, quella della rotazione, che la proliferazione incontrollata di permessi e di vetture ibride aveva di fatto neutralizzato.

Il nodo della congestione e i numeri del centro storico

I numeri, del resto, offrono una fotografia impietosa della viabilità capitolina. Decine di migliaia di permessi Ztl risultano già rilasciati e, complice il boom delle ibride trainato dalla paura delle limitazioni della fascia verde, l’asticella della congestione ha superato la soglia di guardia. L’assessorato parla apertamente di una crescita esponenziale delle autorizzazioni, una tendenza che – se non arginata – avrebbe reso vano qualsiasi sforzo di alleggerimento del traffico veicolare nel perimetro monumentale -6-7. Il provvedimento, lungi dall’essere improvvisato, si inserisce in una strategia più ampia di revisione delle politiche di mobility management, sebbene la tempistica – a Giubileo appena concluso e con i cantieri ancora caldi – esponga la giunta a critiche non solo politiche.

Procedure e tempi di attuazione delle nuove direttive

Sul piano procedurale, l’iter è ancora in fase embrionale. I due atti firmati da Patanè costituiscono direttive di indirizzo, non delibere esecutive. Sarà la giunta, entro la fine del mese, a doverli convertire in provvedimenti operativi. Solo dopo il via libera dell’esecutivo capitolino partirà la fase di rodaggio del sistema, che richiederà presumibilmente un paio di mesi per aggiornare le banche dati, istruire gli operatori alla verifica delle targhe e differenziare, negli archivi di Roma Servizi per la Mobilità, le varie tipologie di ibrido: distinguere una full hybrid da una mild non è operazione immediata per i sistemi di lettura automatica, e il Comune dovrà evitare il ripetersi dei disservizi informatici che, nel gennaio del 2025, provocarono una raffica di multe poi annullate perché il sistema non riconosceva le targhe esentate -4-8.

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