Ztl e strisce blu a Roma, niente più gratis per elettriche e mild hybrid: l’assessore Patanè fissa il traguardo del primo giugno

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La mobilità capitolina si appresta a vivere quella che, a tutti gli effetti, si configura come una discontinuità netta rispetto agli anni passati, e il centro storico – quel perimetro dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco e da sempre crocevia di contraddizioni urbanistiche – ne sarà il laboratorio principale. L’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, ha messo nero su bianco due provvedimenti di indirizzo che, dopo il passaggio in Giunta previsto entro la fine di febbraio, diventeranno operativi a partire dal primo giugno; la sostanza, al netto delle mediazioni tecniche che potrebbero intervenire nelle prossime settimane, è già chiara e cristallizzata nelle note diffuse da Roma Servizi per la Mobilità -1-2-8. Chi possiede un’auto a batteria, quella a zero emissioni locali tanto osannata dalle politiche green europee, dovrà aprire il portafoglio: il pass annuale per varcare i varchi della Ztl Centro Storico – finora concesso a Titolo completamente gratuito – costerà mille euro. Una cifra che si colloca esattamente a metà strada rispetto ai duemila euro previsti per il cosiddetto Permesso X, quello riservato ai veicoli endotermici dei non residenti, e che introduce per la prima volta il principio secondo cui l’elettrico, se non inquina, congestiona comunque.

L’esplosione dei permessi e la necessità di arginare il traffico

La ratio sottostante alla stretta, come lo stesso Patanè ha avuto modo di argomentare senza giri di parole, affonda le radici nella statistica pura e nella pressione veicolare: dal 2021 al 2025 le richieste di autorizzazione per le auto elettriche sono passate da ventunomila a settantacinquemila, facendo registrare un incremento del trecento per cento che, tradotto in termini di flussi reali, si traduce in code, saturazione degli stalli e una difficoltà oggettiva di rotazione -4-8. La Ztl, insomma, non è più solo un presidio ambientale – benché la retorica istituzionale continui a insistere sulla sostenibilità – ma è diventata un nodo di capacità infrastrutturale, un imbuto nel quale persino i veicoli a trazione esclusivamente elettrica finiscono per rappresentare un ostacolo alla fluidità e, soprattutto, alla vivibilità quotidiana di chi nel centro ci abita o ci lavora. Restano esentati dal pagamento del nuovo permesso i residenti, le persone con disabilità, i rappresentanti di commercio e le strutture alberghiere, categorie per le quali l’accesso motorizzato costituisce una necessità non aggirabile o un diritto consolidato; per tutti gli altri proprietari di Bev, invece, l’era del libero ingresso è terminata, e chi oggi possiede già il pass gratuito riceverà una comunicazione da Roma Servizi per la Mobilità per convertirlo nella nuova versione onerosa -1-5.

La sosta tariffata e la distinzione tecnica tra le ibride

Parallelamente alla rivoluzione dei varchi, il Campidoglio ha messo mano anche alla sosta orizzontale, quella che si gioca sulle strisce blu. Anche in questo caso, il provvedimento cancella di fatto un’agevolazione storica – risalente alla Deliberazione di Giunta Capitolina numero 257 del 2008 – e lo fa operando una cesura netta all’interno della galassia ibrida, spesso percepita dall’opinione pubblica come un unico contenitore indistinto di tecnologie virtuose -2-5. L’esenzione dal ticket orario viene confermata esclusivamente per i full hybrid e per i plug‑in hybrid, vale a dire quei veicoli che, a seconda della configurazione tecnica, sono effettivamente in grado di muoversi in modalità elettrica pura anche in contesti urbani. Le mild hybrid, al contrario, perdono qualsiasi privilegio: chi è in possesso di una di queste vetture e non risiede nell’ambito territoriale di competenza della sosta tariffata dovrà pagare regolarmente la tariffa oraria, che a Roma oscilla tra un euro e un euro e venti, senza più alcuna distinzione rispetto a un’auto tradizionale a benzina o gasolio -6. Una scelta che l’amministrazione giustifica attraverso un criterio strettamente emissivo: l’apporto elettrico di una mild hybrid, nelle condizioni di marcia tipiche del traffico cittadino, è marginale e non consente quasi mai la trazione silenziosa, vanificando di fatto la ratio ambientale che aveva giustificato l’esenzione quasi vent’anni fa -1-4.

Il controllo dei varchi in uscita e la guerra ai permessi fantasma

Ma le due direttive firmate da Patanè non si limitano a ritoccare tariffe ed esenzioni, perché introducono anche un elemento di controllo tecnologico destinato a cambiare le abitudini di una fetta non trascurabile di automobilisti. Attualmente, il sistema di rilevazione della Ztl opera esclusivamente in entrata, generando una falla normativa ben nota agli uffici capitolini e ampiamente sfruttata: chi varca il varco prima dell’orario di attivazione della Zona a traffico limitato può permanere all’interno del perimetro per l’intera giornata senza alcuna autorizzazione e, soprattutto, senza essere sanzionato al momento dell’uscita. Dal primo giugno, invece, i varchi controlleranno anche il deflusso, chiudendo definitivamente quella che l’assessore stesso ha definito una norma anti-furbetti e allineando Roma alle prassi già consolidate in altre metropoli europee -8. Un’operazione, questa, che si inserisce in un quadro più ampio di revisione complessiva dei permessi, lo stesso che ha portato al ritiro di ventimila contrassegni per disabili non più utilizzati dai reali aventi diritto, incrociando i dati anagrafici con quelli di Roma Servizi per la Mobilità e smantellando un sistema di abusi che durava da anni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.