Il fuoco del Morrone accende la 732esima Perdonanza, l'Aquila si prepara allo spettacolo di Collemaggio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La lunga notte che ha preceduto l'inaugurazione ufficiale della 732esima Perdonanza Celestiniana si è conclusa con il rito più atteso, quello dell'accensione del Tripode della Pace, avvenuta in Piazza Palazzo e trasmessa in diretta su Rai Uno. Il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, ha ricevuto il Fuoco del Morrone dai tedofori giunti a piedi dall'eremo di Sant'Onofrio, accendendo il braciere simbolico davanti a Palazzo Margherita, per poi ripetere il gesto in serata davanti alla basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove la fiaccola è stata accolta da una piazza gremita.
L'evento, che ha visto la partecipazione di circa 7.000 persone tra spettatori e fedeli, segna l'inizio di un programma fitto di appuntamenti che quest'anno assume un rilievo particolare, coincidendo con il riconoscimento del capoluogo abruzzese come Capitale italiana della Cultura.
Lo spettacolo inaugurale tra musica e riti antichi
Il palco allestito nel piazzale antistante la basilica di Collemaggio ha ospitato uno spettacolo che ha saputo coniugare la tradizione religiosa con l'intrattenimento popolare, in una serata che ha preso il via con l'esibizione di Gianni Morandi, il quale ha aperto le danze con "Un mondo d'amore" prima che la musica lasciasse spazio alla solennità della processione.
La regia televisiva ha inquadrato i volti e i gesti dei protagonisti, da Raoul Bova, che ha letto al leggio i passaggi più significativi della bolla del perdono, a Luca Violini, che dal Torrione ha prestato la sua voce a Celestino V, rievocando la figura del pontefice che istituì la celebre indulgenza plenaria. Gabriele Corsi, posizionato accanto al braciere, ha commentato l'arrivo della fiaccola, seguendo il percorso dei tedofori fino al momento in cui il primo cittadino ha apposto la fiamma sul metallo del Tripode, suggellando l'apertura ufficiale della manifestazione.
Il valore del Fuoco del Morrone secondo Marsilio
Nel corso della giornata, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha voluto sottolineare il significato profondo che si cela dietro il viaggio del Fuoco del Morrone, un cammino che dall'eremo di Sant'Onofrio si snoda attraverso i borghi montani per arrivare fino al cuore della città. Marsilio ha richiamato l'attenzione su come questo rito, più che una semplice rievocazione storica, rappresenti un momento di coesione per l'intero territorio, capace di ritrovare attorno ai valori del dialogo e della riconciliazione quella forza identitaria che è alla base della comunità abruzzese.
Il presidente ha insistito sul carattere unico di questa tradizione, che unisce idealmente generazioni diverse e che culmina proprio nei giorni della Perdonanza, quando il perdono diventa un messaggio universale capace di superare i confini regionali per proiettarsi verso il resto del Paese, soprattutto in un'annata che vede l'Aquila al centro dell'attenzione culturale nazionale.
L'Aquila Capitale della Cultura e il richiamo del perdono
La serata di gala, intitolata "La forza del perdono 2026", ha visto alternarsi sul palco artisti di primo piano, in un format che ha coniugato performance musicali e momenti di riflessione, il tutto di fronte a un parterre di circa 6.000 persone che hanno gremito il piazzale, diventando parte integrante del racconto televisivo andato in onda per circa 140 minuti.
La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, con la sua facciata romanica, ha fatto da cornice a un evento che mira a consegnare al grande pubblico il valore più autentico della ricorrenza, intrecciando la storia millenaria del perdono celestiniano con la contemporaneità di una città che sta vivendo un nuovo rinascimento culturale.
Il messaggio che emerge da questa edizione è quello di un territorio che, attraverso la rievocazione storica, cerca di costruire un ponte tra passato e futuro, utilizzando la cultura come strumento di rinascita e di aggregazione sociale, nel segno di quella tradizione che da più di sette secoli richiama fedeli e curiosi da ogni parte d'Italia e del mondo.
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