Perdonanza 2026, aperta la Porta Santa di Collemaggio all’Aquila

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La Porta Santa di Collemaggio è stata aperta per la Perdonanza 2026, nel momento centrale della 732esima Perdonanza Celestiniana all’Aquila. A compiere il rito è stato il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione, al termine del corteo della Bolla e della celebrazione della Santa Messa stazionale nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Nell’omelia il cardinale ha richiamato il significato del perdono con parole nette: “Una civiltà che non sa perdonare è condannata a ripetere le proprie ferite”. L’apertura rinnova così il messaggio lasciato da Papa Celestino V, legato da secoli alla possibilità del perdono e di un nuovo inizio.

La Porta Santa di Collemaggio aperta dopo il corteo della Bolla

Il rito dell’apertura è arrivato al termine di una serata scandita dalla tradizione della Perdonanza Celestiniana. Prima della celebrazione liturgica, il sindaco dell’Aquila e presidente del Comitato Perdonanza, Pierluigi Biondi, ha letto la Bolla del Perdono sul palco antistante la Basilica di Collemaggio. La Santa Messa stazionale si è poi svolta all’interno della basilica, precedendo il momento dell’apertura della Porta Santa. La 732esima edizione si svolge nell’anno della Capitale italiana della cultura e ha riportato al centro della celebrazione il rito che lega L’Aquila al messaggio di Celestino V. Il corteo della Bolla, partito da piazza Palazzo, ha visto la partecipazione di 1.700 persone tra abiti medievali, stendardi e rappresentanti istituzionali.

L’apertura della Porta Santa è stata segnata dai tre colpi compiuti con il ramo di ulivo del Getsemani. Il cardinale José Tolentino de Mendonça ha così aperto il varco che consente a chi lo attraversa di accedere al rito legato all’indulgenza plenaria offerta al popolo aquilano e al mondo da Papa Celestino V nel 1294. Il gesto, ripetuto al termine del corteo della Bolla e della celebrazione della messa stazionale, mantiene insieme storia, tradizione e dimensione religiosa della Perdonanza. È proprio questa soglia, aperta a Collemaggio, a rappresentare materialmente il messaggio del perdono che torna ogni anno al centro della celebrazione aquilana.

Il messaggio del cardinale Tolentino de Mendonça sul perdono

Nell’omelia pronunciata a Collemaggio, il cardinale ha insistito sul valore del perdono e sulla possibilità di ricominciare, collegando il rito contemporaneo al gesto compiuto da Celestino V. Tolentino de Mendonça ha definito quello di Celestino un “gesto rivoluzionario”, richiamando una concezione del perdono capace di interrompere il ripetersi delle ferite. “Una civiltà che non sa perdonare è condannata a ripetere le proprie ferite”, ha affermato durante la celebrazione. Le sue parole hanno accompagnato il momento che precede l’apertura della Porta Santa e hanno riportato l’attenzione sul significato originario della Perdonanza Celestiniana, costruita attorno a una soglia aperta al perdono e alla possibilità di ricominciare.

La celebrazione della 732ª Perdonanza Celestiniana ha quindi unito i passaggi che da secoli caratterizzano il rito aquilano: il corteo della Bolla, la lettura del documento, la Santa Messa stazionale e l’apertura della Porta Santa di Collemaggio. Il cardinale José Tolentino de Mendonça ha compiuto il gesto davanti alla basilica dopo una giornata segnata dalla partecipazione alla sfilata partita da piazza Palazzo. I tre colpi del ramo di ulivo hanno aperto ancora una volta la porta attraverso la quale passa il percorso legato all’indulgenza plenaria. Nel cuore della Perdonanza 2026 resta così il messaggio attribuito all’eredità di Papa Celestino V: il perdono è possibile e la speranza è necessaria.

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