Da "spuzzare" alla "Chiesa in uscita": le parole che hanno segnato il pontificato di Francesco
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Papa Francesco, fin dall’inizio del suo ministero, ha impresso un marchio linguistico inconfondibile, coniando espressioni che, pur radicate nella tradizione cristiana, hanno assunto una forza nuova. Se i "pastori con l’odore delle pecore" hanno riportato l’immagine del sacerdote vicino alla gente, la "Chiesa in uscita" è diventata il simbolo di un’istituzione chiamata a superare le mura del tempio. E poi quel verbo – "spuzzare" – usato per denunciare la corruzione, capace di condensare in una sola parola un giudizio morale netto, senza appello.
Bergoglio, che ha sempre mescolato il linguaggio popolare alla profondità teologica, ha fatto della comunicazione uno strumento pastorale. Quando ha parlato di "accarezzare le ferite", ha trasformato un gesto di tenerezza in un imperativo per la Chiesa. La "globalizzazione dell’indifferenza", invece, ha descritto con crudezza l’isolamento dell’uomo contemporaneo, mentre "mafiarsi" – neologismo duro e immediato – ha squarciato il velo su certi meccanismi di potere.
Fabio Marchese Ragona, vaticanista e coautore della sua autobiografia, ricorda un Francesco diverso dai papi del passato: "Rimane il suo sorriso, il buonumore, il voler mettere subito a proprio agio chi andava a trovarlo". Un tratto umano che ha accompagnato un pontificato rivoluzionario, segnato dalla scelta di privilegiare i poveri, gli ultimi, le periferie esistenziali. Per lui, quelle periferie non erano margini da evangelizzare, ma il vero centro della missione ecclesiale.
L’enciclica Dilexit Nos, pubblicata nel 2024 durante il Giubileo della Speranza, rappresenta forse il testamento spirituale di questo papa. Il titolo, che riprende la Lettera ai Romani, è un richiamo all’amore come risposta a un mondo "che sembra aver perso il cuore". Scritta in un linguaggio denso ma accessibile, l’enciclica lega la devozione al Sacro Cuore alle sfide del presente: guerre, solitudini, disuguaglianze.




