Raid russi nella notte su Kiev e Zaporizhzhia, missili balistici nordcoreani contro le infrastrutture civili: almeno 9 le vittime accertate
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Redazione Esteri
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Un’altra notte di terrore per l’Ucraina, con le esplosioni che hanno squarciato il cielo di Kiev e Zaporizhzhia in un attacco missilistico su larga scala rivendicato dal Ministero della Difesa russo. Le incursioni, che si sono protratte per diverse ore, hanno preso di mira quella che Mosca definisce come «aziende del settore militare-industriale e centri di trasporto e logistica», ma i primi bilanci parlano di un pesante tributo pagato dalla popolazione civile, con almeno nove morti accertati e decine di feriti, molti dei quali in condizioni critiche.
L’attacco su Kiev: un ospedale pediatrico nel mirino
Nella capitale ucraina, i Vigili del Fuoco sono stati impegnati per tutta la notte nel tentativo di domare le fiamme divampate in un quartiere residenziale, dove insistono un ospedale pediatrico e un grande magazzino logistico. Le immagini diffuse dalle autorità locali mostrano squadre di soccorritori che si muovono tra cumuli di detriti e mezzi bruciati, mentre i sistemi di difesa aerea hanno tentato di intercettare i missili in avvicinamento.
Il sindaco Vitali Klitschko ha parlato di danni ingenti a diversi edifici, senza però fornire al momento un numero definitivo di vittime per la sola capitale, poiché le operazioni di scavo tra le macerie sono ancora in corso e la situazione rimane estremamente fluida.
Zaporizhzhia e l’accusa di Zelensky: missili nordcoreani tra le armi utilizzate
Sulla città di Zaporizhzhia, nel sud-est del Paese, il presidente Volodymyr Zelensky ha fornito dettagli più precisi, dichiarando che l’attacco è stato condotto con un mix di armamenti che include missili balistici di fabbricazione nordcoreana, missili ipersonici Zircon e bombe aeree guidate.
«Dalla scorsa notte sono in corso le operazioni di soccorso per far fronte alle conseguenze di un attacco brutale, calcolato per infliggere il massimo danno, in particolare alle infrastrutture civili», ha affermato il capo dello Stato, aggiornando il bilancio provvisorio a sei morti e diciannove feriti in quella che era già stata una delle città più martoriate del conflitto, prima ancora dell’invasione su larga scala.
Le dichiarazioni di Zelensky confermano il crescente ricorso, da parte russa, a vettori forniti da Pyongyang, un elemento che aggrava ulteriormente le tensioni internazionali e solleva interrogativi sulla capacità di approvvigionamento dell’esercito di Mosca, sempre più dipendente da alleati esterni per sostenere il ritmo delle operazioni belliche.
Il punto sulla situazione e le prime reazioni diplomatiche
Mentre i soccorsi continuano senza sosta, le autorità ucraine denunciano la natura deliberata degli attacchi contro zone abitate, sottolineando come la scelta di obiettivi in prossimità di strutture sanitarie non possa essere considerata casuale. Sul fronte diplomatico, la risposta della comunità internazionale si è concentrata finora sulla condanna generica, ma senza che siano emerse novità sostanziali riguardo a nuovi pacchetti di aiuti militari.
Da Seul, in particolare, è arrivato un messaggio chiaro: nonostante le sollecitazioni ricevute, la Corea del Sud ha escluso per il momento la fornitura di armi all’Ucraina, confermando la propria linea prudente e limitando il supporto all’invio di materiale umanitario e alla ricostruzione.
Una posizione che, se da un lato tiene conto dei delicati equilibri con Mosca e della vicinanza geografica con la Corea del Nord, dall’altro rischia di generare qualche malumore tra gli alleati occidentali, che avrebbero invece auspicato un maggiore coinvolgimento di Seul nel contrasto alla minaccia balistica rappresentata dai razzi di derivazione nordcoreana.
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