Pride a Budapest: migliaia in piazza dopo era Orbán
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Redazione Esteri
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Decine di migliaia di persone hanno attraversato Budapest per il Pride a Budapest, trasformando il centro della capitale ungherese in una lunga manifestazione arcobaleno nonostante temperature vicine ai 40 gradi. L’evento, il 31esimo Budapest Pride, si è svolto in un clima segnato dal recente cambio politico dopo la sconfitta elettorale di aprile dell’ex primo ministro Viktor Orbán, che negli anni precedenti aveva sostenuto misure per limitarne lo svolgimento. La marcia rappresenta la prima edizione dopo la fine della sua leadership e richiama l’attenzione sulle politiche adottate in passato nei confronti della comunità LGBTQ+. Tra musica, bandiere e momenti di aggregazione, il corteo ha attraversato le principali vie della città fino al ponte Erzsébet sul Danubio.
Pride a Budapest tra caldo record e percorso nel centro città
Organizzatori e istituzioni locali hanno dovuto gestire le condizioni estreme del caldo, con temperature vicine ai 40 gradi che hanno accompagnato gran parte del percorso. Sono state distribuite bottiglie d’acqua ai partecipanti, mentre l’azienda municipalizzata responsabile dell’approvvigionamento idrico ha aperto le fontane lungo il tragitto per garantire assistenza a chi sfilava. Il corteo è partito dall’iconico Teatro dell’Opera e ha attraversato il centro storico di Budapest, con una partecipazione che ha riempito strade e piazze lungo il percorso. La dimensione della manifestazione ha evidenziato la capacità organizzativa dell’evento anche in condizioni climatiche difficili, mantenendo il flusso del corteo ordinato fino al passaggio sui principali punti della città.
Il Pride a Budapest arriva dopo anni segnati da tensioni politiche e da tentativi di limitare la manifestazione, inclusa una legge e un emendamento costituzionale approvati circa un anno fa dall’allora governo di estrema destra per vietare l’evento. Le misure avevano suscitato critiche da parte di associazioni per i diritti civili e preoccupazioni a livello europeo. Nonostante il cambiamento politico seguito alle elezioni di aprile, molte delle norme introdotte durante l’era Orbán restano ancora in vigore, e la manifestazione si inserisce in un contesto ancora caratterizzato da dibattito sulle libertà di espressione e sui diritti della comunità LGBTQ+. Il corteo diventa così anche un momento di visibilità pubblica in un quadro normativo non completamente mutato.
Pride a Budapest tra simboli, bandiere e visibilità internazionale
Migliaia di partecipanti hanno sfilato con bandiere arcobaleno ed europee, riempiendo le strade di Budapest con una presenza visiva intensa e continua lungo tutto il percorso. La partecipazione ha mostrato una forte componente simbolica, con gruppi e singoli cittadini che hanno preso parte al corteo in un contesto descritto dagli organizzatori come più aperto rispetto agli anni precedenti. Il passaggio attraverso le vie centrali e i ponti sul Danubio ha reso la manifestazione altamente visibile anche a chi non partecipava direttamente, contribuendo a definire il Pride a Budapest come uno degli eventi più rilevanti del calendario urbano della capitale ungherese.
Durante la giornata, il corteo ha mantenuto un ritmo costante tra musica, balli e momenti di aggregazione spontanea, con gruppi che si sono susseguiti lungo le strade del centro fino al ponte Erzsébet. Il flusso dei partecipanti ha continuato a muoversi tra le principali arterie cittadine, accompagnato da bandiere e striscioni che hanno caratterizzato l’intero percorso. L’evento ha così occupato progressivamente diversi punti della capitale, seguendo il tracciato che collega l’area dell’Opera House con le sponde del Danubio.




