Soldeu, tempo di vigilia per le azzurre: Goggia si fida della neve dura, Pirovano rilancia dopo l’esordio olimpico
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Redazione Sport
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C’è un cauto ottimismo, filtrato attraverso le parole di chi la pista l’ha già assaggiata in due occasioni, alla vigilia della discesa libera di Coppa del Mondo che domani animerà i pendii di Soldeu. Sofia Goggia, dopo aver chiuso con il terzo tempo la seconda e ultima prova cronometrata — stesso piazzamento di martedì, a riprova di una certa continuità di rendimento — ha raccontato le sensazioni provate scendendo lungo l’Aliga, un tracciato che non perdona distrazioni. La bergamasca, che con questa gara inaugura un trittico di prove veloci prima di tuffarsi nel finale di stagione, ha parlato di una condizione di neve “dura e compatta”, una tipologia di manto che a lei, storicamente, regala sempre quel quid in più in termini di fiducia e pulizia tecnica di sciata -2. Le sue considerazioni, rilasciate a caldo nel dopo-prova, hanno toccato anche un aspetto più logistico ma non meno cruciale: la gestione di un calendario che, di fatto, costringerà le atlete a sei gare in dieci giorni, un concentrato di stress fisico e mentale che per la velocità rappresenta una sorta di campionato nella campionato, dato che ci si trova praticamente a metà dell’opera in questo scorcio di inverno -2.
Un esordio olimpico da ricordare e la voglia di conferme per Pirovano
Accanto a lei, o comunque nel novero di quelle che possono ambire a un piazzamento di rilievo, c’è Laura Pirovano. La trentina, che nella classifica della specialità occupa una posizione di rilievo grazie ad una stagione condotta su livelli altissimi, ha chiuso la prova con un distacco di un secondo e sessantasei centesimi dalla leader Nina Ortlieb, un tempo che la colloca al tredicesimo posto ma che, al netto dei cronometri, sembra nascondere qualcosa di più sostanzioso -2. Nel dopoprova, Pirovano ha lasciato trasparire una serenità di fondo che non è solo la classica frase di circostanza. Il riferimento è andato all’esperienza appena vissuta a Milano Cortina, la sua prima Olimpiade, un palcoscenico che invece di lasciare strascichi di appagamento pare aver inoculato una dose ulteriore di carburante nelle sue gambe -2. “Mi hanno messo tanta voglia di gareggiare e di fare di più”, ha detto, quasi a voler suggellare un passaggio di consapevolezza: l’azzurra non è più solo una promessa o un’alternativa, ma una realtà solida del gruppo veloce -2.
E mentre le due azzurre si preparano all’appuntamento clou, il resto della squadra ha sfilato sulla pista andorrana con prestazioni che delineano un potenziale di squadra non indifferente. Nicol Delago, che con la coppa di specialità ancora matematicamente in ballo, ha chiuso a un secondo e settantanove dalla testa, precedendo di un soffio la sorella Nadia, staccata di un centoottantunesimo -2. Segnali confortanti, seppur con distacchi più ampi, sono arrivati anche da Elena Curtoni e Roberta Melesi, mentre per Federica Brignone la giornata è stata di assoluto riposo programmato. La valdostana, reduce da due ori olimpici che hanno scolpito il suo nome nella pietra, ha preferito non prendere parte alla seconda prova per non affaticare ulteriormente la gamba sinistra, quella martoriata dall’infortunio dello scorso anno e che ancora richiede attenzioni e gestione millimetrica del carico di lavoro -2. Una scelta prudente, dettata dalla necessità di preservarsi in vista di tre giorni consecutivi di gare, un tour de force che inizierà domani con la discesa e proseguirà con i due supergiganti in programma nel weekend.




