Napoli-Frosinone, i conti che non tornano: il 3-0 nasconde più di una crepa
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Redazione Sport
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Può mai apparire una grande vittoria quella del Napoli al Maradona contro il Frosinone? La domanda, posta prima della partita, resta valida anche dopo il 3-0 firmato dalla doppietta di Kevin De Bruyne e dal gol di Noa Lang. Il punteggio racconta di un successo netto, ma i numeri e le prestazioni offrono una lettura meno lineare, che merita di essere messa in fila senza indulgenza.
Il divario economico e il rendimento sul campo
Il monte ingaggi delle due squadre parla di una forbice difficilmente colmabile: quello del Napoli sfiora i 135 milioni con i bonus, mentre il Frosinone non raggiunge i 28 milioni nella stessa voce. Eppure, il possesso palla è finito sostanzialmente alla pari, con 19 tiri totali per i partenopei contro 17 dei ciociari. Il dato che pesa di più è un altro: otto conclusioni nello specchio della porta per il Napoli, una sola per il Frosinone, con un xG di 2,76 contro 1,01 e quattro grandi occasioni create contro zero.
Non un dominio territoriale, quindi, ma una differenza brutale nella qualità delle chances.
Il rigore che ha spostato l’inerzia
L’episodio che ha indirizzato la gara è arrivato al 28’, quando Rasmus Hojlund è stato steso in area da Cittadini. Sul dischetto si è presentato lo stesso attaccante danese, il cui tiro è stato neutralizzato da Lorenzo Palmisani: il portiere del Frosinone si è però mosso prima del tiro, e il Var ha ordinato la ripetizione. A quel punto il pallone è passato a De Bruyne, che ha trasformato con freddezza il vantaggio partenopeo.
Massimiliano Alvini, tecnico dei ciociari, ha definito quell’intervento «un rigore morbido», pur riconoscendo la correttezza della ripetizione.
La scelta di De Bruyne e la ricostruzione di Allegri
Resta da spiegare perché il primo rigore sia stato calciato da Hojlund e non dal belga. Secondo quanto riferito dallo stesso De Bruyne, la decisione è stata sua: «Avevo visto calciare Hojlund tanti rigori e pensavo potesse segnarlo, considerando le sue qualità. Per un attaccante è più importante fare gol, per questo avevo deciso di dargli il pallone». La ricostruzione di Allegri aggiunge un dettaglio: quando Hojlund si è avvicinato alla panchina dopo l’errore per spiegare l’accaduto, il tecnico gli ha risposto che avrebbe dovuto restituire il pallone a De Bruyne.
La Repubblica ha parlato di uno «sliding doors» che ha rimesso il campione belga davanti alle sue responsabilità soltanto grazie all’intervento del Var.
La settimana parigina e il ruolo in campo
Il quotidiano ha ricordato anche come De Bruyne abbia trascorso la settimana precedente alla partita tra il tifo da squalificato per il Belgio allo Stade de France e la passerella alla Fashion Week di Parigi, invece di rientrare in anticipo a Napoli. L’ex capitano del Manchester City ha poi spiegato di preferire una posizione più avanzata, da «otto o dieci», ma di essersi adattato alla collocazione arretrata accanto a Lobotka per necessità di squadra.
Con il recupero di Scott McTominay, che è tornato in campo nella ripresa, il belga potrebbe essere schierato più avanti già nella prossima partita di Champions League contro il Villarreal.
La lettura di Alvini e i numeri della prestazione
Il tecnico del Frosinone ha commentato la sconfitta senza cercare alibi, definendo la vittoria del Napoli «meritata» ma il risultato «troppo largo» rispetto a quanto espresso sul campo. Alvini ha sottolineato come la sua squadra sia stata «poco pulita in uscita» e abbia preso «scelte non efficaci» negli ultimi metri, concedendo troppi palloni agli avversari. Il dato sulla precisione dei passaggi conferma in parte questa analisi: 84% per i ciociari contro l’80% del Napoli, un dato che stride con il divario tecnico teorico tra le due rose.
Il cambio di modulo e il debutto di Badiashile
Allegri ha sorpreso il Frosinone abbandonando il 4-3-3 delle prime giornate per un 3-4-2-1, con Lobotka e De Bruyne in mediana e Neres e Lang a sostegno di Hojlund. In difesa, il tecnico ha lanciato dal primo minuto Benoît Badiashile come terzo di sinistra: il francese, al debutto al Maradona, ha offerto una prova definita convincente, condita però da un’ammonizione. Il Frosinone, dal canto suo, ha recuperato a tempo di record Raimondo, schierato titolare nonostante l’infortunio, ma il centravanti è risultato impreciso nei suoi tentativi.
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