Italiani più poveri, più anziani e disillusi: il ritratto di un'Italia in "età selvaggia"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Italia, strette nella morsa di una trasformazione profonda e inquieta, volge lo sguardo altrove mentre la sua solidità sociale sembra erodersi. I dati del nuovo Rapporto Censis 2025, infatti, disegnano i contorni di una nazione che, mentre invecchia a ritmi senza precedenti, riduce drasticamente gli investimenti nella propria cultura e vede sfaldarsi la fiducia nel patto democratico, preferendo di gran lunga le distrazioni digitali. La spesa per consumi culturali, in un dato emblematico, è crollata del 34,6 per cento, un ammontare che equivale a un terzo di quanto gli italiani destinano all'acquisto di smartphone e dispositivi elettronici: un trasferimento di risorse simbolico, dall'astratto al concreto, dal collettivo all'individuo, che racconta forse più di molte analisi. Il tessuto connettivo del paese, d'altronde, appare logoro, con il 72 per cento dei cittadini che non crede più nell'efficacia della partecipazione civica e della politica, mentre una fetta non trascurabile, circa un terzo, guarda con interesse crescente ai modelli autoritari, visti forse come un argine al disordine percepito.

Il ceto medio in stato febbrile

A sostenere questo clima di disillusione contribuisce in modo decisivo l'impoverimento materiale di quella che è stata per decenni la colonna portante del paese. Il ceto medio, secondo la definizione del Censis, vive ormai "in stato febbrile", compresso tra redditi che arretrano e prospettive che si offuscano. Le retribuzioni medie del 2024, una volta corrette per il carovita, risultano inferiori di quasi il nove per cento rispetto a quelle del 2007, un arretramento che segna un'intera generazione. A questo si accompagna un evidente indebolimento del tessuto imprenditoriale, motore tradizionale dell'economia nazionale: in vent'anni, dal 2004 al 2024, si sono persi quasi seicentomila imprenditori, con una contrazione del 17 per cento che ha lasciato sul campo molte delle piccole e medie realtà. La struttura produttiva, quindi, si fa più esile, mentre il peso del sostegno familiare ricade sempre più spesso sulle pensioni, in un circuito di assistenza privata che supplisce alle carenze del sistema.

Un paese che invecchia, un debito che cresce

Lo scenario demografico, poi, conferma una traiettoria di lungo periodo che pone interrogativi pressanti sulla sostenibilità futura. Gli over 65, che oggi rappresentano già un quarto della popolazione, sono destinati a superare i 19 milioni nel 2045, costituendo allora più di un terzo degli italiani. È un mutamento epocale, che si accompagna a un numero record di centenari, simbolo di longevità ma anche di una società sempre più sbilanciata. Parallelamente, il debito pubblico continua la sua corsa, raggiungendo livelli senza precedenti e limitando drasticamente la capacità di manovra dello stato proprio in settori cruciali, a cominciare dalla sanità, verso la quale i timori dei cittadini sulla tenuta del Servizio Sanitario Nazionale diventano sempre più palpabili e diffusi.

La deriva dell'"età selvaggia"

Nel mezzo di questo quadro complesso, dove il digitale offre una facile evasione e la politica non sembra più in grado di garantire risposte, prende forma quella che i ricercatori definiscono senza mezzi termini "età selvaggia". Un'epoca caratterizzata dall'istinto che prevale sulla progettualità, dalla frammentazione che sostituisce la coesione, e in cui la cultura – intesa come strumento di interpretazione della realtà e di dialogo – perde costantemente terreno. È un'Italia che, preoccupata dal presente, fatica a individuare una bussola per il futuro, e che nella cronaca nera, con le sue inchieste giudiziarie che spesso svelano legami opachi tra malaffare e economia, trova purtroppo un amaro rispecchiamento delle proprie inquietudini.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.