Madre single bloccata a Gran Canaria: Ryanair separa i figli, lei rifiuta l'imbarco e chiede rimborso

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una vacanza che si trasforma in un incubo burocratico e logistico, con una madre single e i suoi due figli rimasti a terra mentre l'aereo per il rientro, quello che avrebbero dovuto prendere per tornare a casa, è partito senza di loro.

A raccontare la disavventura è Sophie Lux, imprenditrice e fondatrice degli Hair & Beauty Awards, che si è vista costretta a rinunciare al volo Ryanair dopo aver scoperto, al momento del check-in, che i posti assegnati ai suoi figli, Ronnie di 9 anni e Scarlett di appena 2 anni, distavano circa 23 file da quello a lei riservato, nella parte anteriore dell'aeromobile.

L'episodio, riportato dal Daily Mail, si è verificato al termine di una settimana di vacanza a Gran Canaria, che la donna aveva organizzato per trascorrere del tempo con i suoi bambini.

Sophie aveva scelto con cura un volo diurno proprio per evitare di stravolgere le abitudini dei piccoli, in particolare di Scarlett, che a soli due anni avrebbe faticato a sostenere un viaggio notturno. Tuttavia, la scelta oculata dell'orario non è bastata a metterla al riparo da una spiacevole sorpresa: il sistema di assegnazione casuale dei posti della compagnia aerea aveva infatti collocato la madre e i figli in zone opposte dell'aereo, rendendo di fatto impossibile per lei assistere i bambini durante il volo.

La risposta di Ryanair: "Speriamo che qualcuno si sposti"

La segnalazione immediata del problema al servizio clienti di Ryanair non ha prodotto l'esito sperato. Secondo quanto riferito dalla stessa Sophie Lux, la compagnia aerea avrebbe risposto che non c'erano posti alternativi disponibili e che l'unica soluzione possibile era imbarcarsi comunque, confidando nella buona volontà di qualche altro passeggero o nell'intervento dell'equipaggio per riorganizzare la disposizione dei sedili una volta in volo.

Una risposta che la donna ha definito inaccettabile, paragonandola a una scommessa che non era disposta a fare con i propri figli: "Non è un piano, è una scommessa che non sono disposta a correre con i miei due bambini", ha dichiarato in un'intervista, sottolineando come nessun genitore dovrebbe trovarsi nella condizione di dover sperare in un cambio di posto dell'ultimo minuto per poter stare vicino ai propri figli piccoli.

Il nodo del rimborso e la normativa sui posti per le famiglie

La scelta di non imbarcarsi per evitare di separarsi dai figli ha aperto un secondo fronte, altrettanto spinoso: il rifiuto del rimborso. La compagnia aerea, infatti, avrebbe negato la possibilità di ottenere il denaro speso per i biglietti, sebbene la donna avesse sollevato la questione quasi immediatamente dopo la prenotazione e avesse deciso di non partire proprio a causa di un'assegnazione di posti che, a suo dire, rendeva il viaggio impossibile.

La vicenda si inserisce in un contesto normativo che, stando a quanto riportato, ha visto l'Unione Europea approvare una riforma che impone alle compagnie di far sedere gratuitamente i bambini sotto i 14 anni accanto a un adulto accompagnatore, non considerando più la vicinanza come un optional a pagamento ma come un diritto. La riforma, però, non sembra essere ancora entrata nella fase operativa, lasciando spazio a interpretazioni e prassi aziendali che talvolta mettono in difficoltà le famiglie in viaggio.

Il precedente dell'indagine britannica

Non è la prima volta che Ryanair finisce sotto la lente d'ingrandimento per le sue politiche di assegnazione dei posti ai nuclei familiari. L'Autorità per la concorrenza e i mercati del Regno Unito (CMA) aveva già avviato un'indagine per verificare se la compagnia aerea applicasse tariffe obbligatorie per garantire che almeno un genitore potesse sedere accanto ai figli tra i 2 e gli 11 anni, una pratica che di fatto costringe le famiglie a pagare un supplemento per evitare di essere separate.

Un costo che, secondo le stime, si aggira mediamente intorno ai 9 euro a tratta, ma che può lievitare in modo consistente per le famiglie con più bambini.

La compagnia, da parte sua, difende la propria posizione sostenendo di rispettare tutte le leggi vigenti e di offrire tariffe basse che consentono alle famiglie di risparmiare, ma la vicenda di Sophie Lux rappresenta un caso emblematico di come la gestione automatica dei posti possa trasformarsi in un problema concreto per chi viaggia con bambini piccoli, lasciando i passeggeri in balia di risposte generiche da parte del servizio clienti.

La donna, che ha dovuto cercare voli alternativi per rientrare dalla Spagna, ha lanciato un appello per una maggiore trasparenza nell'assegnazione dei posti, affinché episodi come questo non si ripetano, lasciando le famiglie bloccate in un aeroporto e con la prospettiva di dover sostenere costi aggiuntivi per riparare a un disservizio che, a suo avviso, non avrebbe mai dovuto verificarsi.

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