Bruno Pizzul, una voce che ha fatto storia
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Redazione Interno
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La scomparsa di Bruno Pizzul, avvenuta oggi all’età di 87 anni, ha riportato alla memoria aneddoti e ricordi che ne raccontano la carriera e la personalità, ben oltre il ruolo di telecronista che lo ha reso celebre. Tra questi, spicca il racconto di Luigi Generani, 78enne collezionista di Melegnano, che negli anni Novanta lavorava all’Università Cattolica di Milano. Fu proprio in quegli anni che Pizzul, visitando una mostra organizzata da Generani, rimase affascinato dalla collezione di copertine della Domenica del Corriere. «Rimase colpito dalla ricchezza di quei materiali», ha ricordato Generani, sottolineando come il giornalista friulano avesse un’attenzione particolare per i dettagli e una curiosità che andava oltre lo sport.
Pizzul, noto soprattutto per le sue telecronache calcistiche, ha legato il suo nome a momenti indimenticabili della storia dello sport italiano. Tra questi, spicca il commento al rigore sbagliato da Roberto Baggio nella finale dei Mondiali del 1994 contro il Brasile, un episodio che ancora oggi evoca emozioni contrastanti tra gli appassionati. La sua voce, inconfondibile e rassicurante, ha accompagnato generazioni di tifosi, diventando un punto di riferimento nel panorama giornalistico italiano.
Non solo calcio, però. Pizzul era anche un uomo di grande sensibilità, capace di lasciare il segno nelle persone che incontrava. Durante un’intervista rilasciata nel 2023 in occasione del Premio giornalistico della Sardegna (Genera Festival), aveva confessato il suo amore per l’isola, promettendo di tornarci nonostante gli acciacchi dell’età. «Tornerò insieme ai miei figli», aveva detto, lasciando trasparire un legame profondo con quei luoghi e una voglia di vivere che non lo abbandonava mai.
Anche Fulvio Collovati, ex calciatore e commentatore televisivo, ha voluto ricordare Pizzul, definendolo «un amico, un compaesano». I due, entrambi friulani, avevano condiviso non solo il microfono ma anche un’intesa professionale e umana che andava oltre il semplice lavoro. «Ci capivamo alla perfezione», ha detto Collovati, sottolineando come Pizzul fosse una persona leale e onesta, doti che lo hanno reso amato non solo dai colleghi ma anche dal pubblico.




