Addio a Bruno Pizzul, la voce che ha raccontato il calcio italiano
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Redazione Interno
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Bruno Pizzul, storico telecronista della Nazionale italiana di calcio, è scomparso all’età di 86 anni, tre giorni prima di compierne 87. Nato a Udine nel 1938, Pizzul ha lasciato un segno indelebile nel mondo del giornalismo sportivo, diventando una delle voci più amate e riconoscibili del servizio pubblico. La sua carriera, iniziata nel 1969 e proseguita fino al 2002, lo ha visto protagonista di cinque Mondiali, quattro Europei e numerosi altri eventi che hanno segnato la storia del calcio italiano.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha voluto ricordarlo con parole che ne sottolineano lo stile inconfondibile: "Sobrietà, passione, simpatia e amore per il suo Friuli". Pizzul, infatti, non è stato solo un giornalista di rara competenza, ma anche un uomo capace di trasmettere empatia e leggerezza, qualità che lo hanno reso un punto di riferimento per generazioni di tifosi. La sua capacità di raccontare le partite con garbo e ironia ha fatto sì che il suo nome rimanesse impresso nell’immaginario collettivo, anche dopo il suo ritiro dalla Rai.
L’Associazione Nazionale Alpini, alla quale Pizzul era legato, ha voluto rendergli omaggio ricordandone le doti umane. "Un affettuoso abbraccio alpino alla famiglia", ha dichiarato il presidente nazionale Sebastiano Favero, evidenziando come Pizzul incarnasse i valori della sobrietà e della passione, tipici della tradizione alpina.
La carriera di Pizzul è stata costellata di momenti indimenticabili, tra cui le telecronache delle "Notti Magiche" del Mondiale di Italia ’90 e la finale di Pasadena nel 1994, quando gli Azzurri furono sconfitti ai rigori dal Brasile. Oltre alle partite della Nazionale, ha condotto programmi iconici come la Domenica Sportiva, Sport Sera e Domenica Sprint, portando nelle case degli italiani non solo il calcio, ma anche la sua capacità di trasformare lo sport in una narrazione appassionante e coinvolgente.
Con la sua scomparsa, il mondo del giornalismo perde una figura che ha saputo unire professionalità e umanità, lasciando un’eredità fatta di eleganza, competenza e quella passione che lo ha sempre distinto. La Rai, in particolare, perde un volto e una voce che hanno segnato un’epoca, rimanendo nel cuore di chi lo ha ascoltato e visto in televisione.




