Napoli, un ventenne ucciso a colpi di pistola da uno scooter a Ponticelli
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Redazione Interno
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La mattina del 7 aprile, a Napoli, si è consumato l’ennesimo agguato in periferia, laddove la violenza armata continua a mietere vittime giovanissime. Poco dopo le cinque, in via Carlo Miranda, nel quartiere Ponticelli, alcuni sconosciuti a bordo di uno scooter hanno esploso diversi colpi d’arma da fuoco contro un ragazzo di vent’anni, Fabio Ascione, che solo il 26 marzo scorso aveva compiuto quel traguardo anagrafico. Ferito al torace in modo gravissimo, il ventenne è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso della vicina struttura sanitaria Villa Betania, dove però è spirato poco dopo il ricovero senza che i medici potessero fare nulla per strapparlo alla morte.
I carabinieri sul posto e la dinamica dell’agguato
Sul luogo del delitto – un’area situata nei pressi di un bar, il Lively, che probabilmente rappresentava un punto di ritrovo per molti giovani del rione – sono intervenuti prontamente i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli e quelli del nucleo operativo di Poggioreale. Dagli accertamenti preliminari, condotti in quelle prime ore del mattino ancora avvolte dal buio, è emerso che l’assalto è stato fulmineo: i due (o forse più) individui sul motorino si sono avvicinati alla vittima, hanno esploso i proiettili e si sono dati immediatamente alla fuga, dileguandosi tra le stradine del quartiere prima che potesse scattare un efficace inseguimento. L’uso dello scooter, del resto, rappresenta una modalità ricorrente in certi contesti criminali urbani, poiché garantisce rapidità di spostamento e facilità di occultamento.
La vittima e il contesto territoriale
Fabio Ascione, vent’anni appena compiuti, abitava presumibilmente nella stessa zona di Ponticelli, una delle aree più complesse della periferia est di Napoli, storicamente segnata da tensioni legate a microcriminalità e contrapposizioni tra gruppi locali. Gli investigatori, che hanno già acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti lungo via Carlo Miranda e nelle vie adiacenti, stanno cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti del ragazzo. Non è chiaro, al momento, se Ascione fosse già nel mirino dei suoi assassini o se l’aggressione sia maturata in seguito a un incontro fortuito, magari per un diverbio improvviso. Quel che è certo, ed emerge dalle prime testimonianze raccolte sul posto, è che nessuno ha visto in faccia gli sparatori, i quali indossavano probabilmente caschi integrali per non essere riconosciuti.
L’indagine tra pista premeditata e possibili legami con la criminalità organizzata
I carabinieri stanno vagliando con attenzione ogni pista, senza escludere quella di un agguato maturato in ambito criminale. L’ora prescelta, le cinque del mattino, suggerisce una certa conoscenza delle abitudini della vittima, la quale si trovava per strada in un orario inconsueto per la maggior parte dei coetanei. Gli investigatori stanno ascoltando familiari e conoscenti di Ascione, per capire se il ragazzo avesse precedenti penali o frequentazioni a rischio. Il fatto che l’attacco sia avvenuto a pochi passi da un esercizio commerciale – il bar Lively – potrebbe offrire ulteriori elementi, qualora qualche avventore o il titolare stesso avessero notato movimenti sospetti nelle ore precedenti. Al momento, però, nessuno ha ancora fornito particolari decisivi. La salma del ventenne è stata trasferita all’istituto di medicina legale, dove nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia per determinare con esattezza il numero e la traiettoria dei proiettili che lo hanno raggiunto.
Un episodio che riaccende l’attenzione sulla sicurezza nella periferia orientale
L’omicidio di Fabio Ascione si inserisce in una scia di episodi violenti che hanno segnato negli ultimi mesi diversi quartieri della periferia napoletana, senza che si possa parlare di un’escalation generalizzata quanto piuttosto di focolai intermittenti di tensione. Gli abitanti di Ponticelli, abituati a convivere con un certo tasso di microcriminalità, si sono risvegliati con la notizia di un altro giovane caduto sotto i colpi di una pistola. I carabinieri, che hanno assunto la direzione delle indagini in piena autonomia, continuano a setacciare la zona alla ricerca dell’arma utilizzata – quasi certamente una pistola semiautomatica di piccolo calibro – e dello scooter impiegato per la fuga. La speranza degli inquirenti è che qualche telecamera abbia inquadrato il mezzo o i suoi occupanti, magari poco prima o poco dopo lo sparo, fornendo così un volto o una targa.




