Medicina, l'incubo del semestre filtro divide il paese: proteste, errori e una battaglia politica
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Redazione Interno
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Il secondo appello nazionale del cosiddetto semestre filtro per l'accesso a Medicina e Chirurgia, svoltosi in questi giorni, non ha placato le ansie ma sembra anzi averle esacerbate, confermando una situazione di forte attrito tra le istituzioni accademiche e una parte significativa degli aspiranti camici bianchi. La prova, concepita come uno scoglio selettivo da superare dopo i primi mesi di corso, è stata descritta ancora una volta come estremamente ardua, con una sezione di fisica giudicata addirittura "impossibile" da molti dei ragazzi che l'hanno affrontata. Di qui, la richiesta pressante che circola tra i candidati, i quali invocano un terzo appello straordinario o, in alternativa, l'azzeramento del voto minimo necessario in quella disciplina, fissato a diciotto.
Le ombre sulle procedure e la piazza
Al di là della complessità dei quiz, che pure è al centro del dibattito, si sono sollevate nuove questioni circa la regolarità delle procedure stesse. Alcuni avvocati, tramite i social network, hanno segnalato presunte irregolarità, menzionando la circolazione di messaggi su applicazioni di instant messaging contenenti domande d'esame e un picco anomalo di ricerche in rete per termini specifici riconducibili ai quiz, attività queste registrate nella serata precedente la prova. Intanto, la protesta è scesa fisicamente in piazza, assumendo anche connotati politici di non poco conto, come emerso chiaramente durante un recente evento pubblico.
La contestazione e la replica che riaccende gli animi
Un episodio particolarmente significativo si è consumato durante l'intervento della ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ad Atreju. Un gruppo di studenti ha interrotto il suo discorso per contestare con forza il meccanismo del semestre filtro, gridando di rischiare di perdere un intero anno di studi a causa di quella che considerano una riforma fallimentare. La risposta della ministra, immediata e tagliente, ha fatto ricorso a una celebre espressione di Silvio Berlusconi, definendo i contestatori "sempre, solo, dei poveri comunisti" e invitandoli prima ad ascoltare. Proprio in quell'occasione, Bernini ha però anche ammesso pubblicamente la presenza di due errori materiali nei quiz di fisica, annunciando di conseguenza la decisione di assegnare un punto aggiuntivo a tutti i partecipanti a quella sessione d'esame.
Le conseguenze immediate del faccia a faccia
Le conseguenze di quel confronto burrascoso, stando a quanto riferito da alcuni dei giovani presenti, non si sono limitate allo scambio verbale. Secondo le loro versioni, alcuni studenti sarebbero stati trattenuti dagli agenti della Digos per essere identificati e successivamente allontanati dalla sede dell'evento, senza che le loro domande sul merito della riforma avessero trovato una risposta diretta da parte della ministra oltre a quella già fornita. La vicenda, nel suo insieme, delinea uno scenario in cui la questione puramente accademica del semestre filtro si intreccia ormai indissolubilmente con le dinamiche della politica, lasciando gli studenti in una condizione di attesa carica di incertezza e di forte frustrazione.




