Il Comune di Reggio Emilia rimborsa i danni delle auto colpite dall’uomo nudo, si apre la procedura online per il 70% delle spese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È stato attivato il fondo comunale per risarcire i proprietari delle vetture danneggiate, mercoledì 25 marzo, da una persona in stato di alterazione che si aggirava nuda tra porta San Pietro e viale Umberto I. L’amministrazione, dopo aver recepito le denunce presentate dagli automobilisti coinvolti, ha reso operativa la procedura per ottenere il contributo economico, una misura che punta a coprire le spese sostenute per la riparazione dei mezzi colpiti durante quell’episodio che aveva seminato il caos nel pomeriggio. Chi ha subito i danni, e ha già provveduto a formalizzare la denuncia alle autorità, può ora inoltrate la richiesta attraverso il portale dedicato dal sito istituzionale, dove sono specificati i requisiti e le modalità stabilite dalla giunta per accedere al rimborso. L’agevolazione, si legge nelle disposizioni, sarà pari al 70% delle spese documentate e quietanzate, con un tetto massimo fissato a 250 euro per ogni singolo richiedente.

Dalla cronaca al caso politico, la giunta risponde agli attacchi all’assessora Mahmoud

Quel che era apparso inizialmente come un fatto di cronaca circoscritto – un giovane con disturbi psichiatrici in evidente stato di alterazione che correva nudo tra le auto in circonvallazione, salendo persino sui cofani dei veicoli in transito – si è rapidamente trasformato in un acceso confronto politico. La maggioranza e l’opposizione si sono affrontate a colpi di dichiarazioni incrociate, con quest’ultima che ha indirizzato critiche pesanti verso l’assessora comunale alle Politiche educative Marwa Mahmoud. Di fronte a quella che la giunta ha definito una vera e propria “macchina del fango”, lo stesso esecutivo ha diffuso una nota ufficiale per prendere le distanze dagli attacchi subiti dalla sua rappresentante, rivendicando la necessità di un linguaggio istituzionale più misurato. In questo quadro, la stessa Mahmoud ha deciso di querelare gli autori delle intimidazioni e delle offese ricevute sui social network, un gesto che ha ulteriormente inasprito il dibattito tra i due schieramenti presenti in consiglio comunale.

Auto danneggiate, come ottenere il contributo tra denunce e tetto massimo

Per quanti hanno visto la propria autovettura danneggiata in quella circostanza, la strada per il rimborso passa innanzitutto dall’aver sporto regolare denuncia nei confronti dell’accaduto. Una volta assolto a questo obbligo formale, i danneggiati possono collegarsi alla pagina predisposta dal municipio per avviare l’iter di richiesta, che prevede la presentazione della documentazione delle spese di riparazione già saldate. L’amministrazione ha voluto così intervenire con una misura concreta, attingendo a un fondo appositamente destinato a fronteggiare i disagi causati da quell’episodio, che aveva visto l’uomo – poi fermato dalle forze dell’ordine – aggirarsi nudo in un’area ad alta densità di traffico. Il contributo riconosciuto copre, come detto, fino al 70% delle cifre spese, senza però superare i 250 euro, una soglia che di fatto vincola il risarcimento a riparazioni di entità contenuta ma che comunque rappresenta un sostegno per gli automobilisti colpiti.

La nota integrale della giunta e le accuse incrociate tra maggioranza e opposizione

Nel giro di poche ore, insomma, un episodio di cronaca che avrebbe potuto esaurirsi nella sua dimensione giudiziaria e amministrativa è diventato terreno di scontro politico. La giunta, attraverso una presa di posizione pubblicata integralmente, ha ribadito la propria solidarietà all’assessora Mahmoud, bersaglio di una serie di attacchi giudicati come inaccettabili dall’esecutivo, che ha parlato apertamente di strumentalizzazioni. Dall’altra parte, le forze di minoranza hanno replicato contestando le modalità con cui l’amministrazione ha gestito la comunicazione del caso, dando vita a un botta e risposta che ha tenuto banco per diversi giorni. Mentre il dibattito politico si infiammava, l’apparato burocratico ha comunque portato avanti le procedure per i rimborsi, cercando di separare la gestione pratica dell’emergenza – ovvero il risarcimento dei danni materiali – dalle polemiche che hanno investito la sfera politica e personale di un membro della giunta. Intanto, resta aperto il termine per presentare le domande di contributo per tutti coloro che si erano trovati coinvolti, loro malgrado, nel caos di quel pomeriggio di fine marzo.

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