Siria, la tragedia dei profughi di Aleppo
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Redazione Esteri
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La situazione a Homs, città siriana già martoriata da anni di conflitto, si è ulteriormente aggravata con l'arrivo di numerosi profughi provenienti da Aleppo. L'arcivescovo cattolico di Homs, padre Jacques Murad, ha descritto una situazione tragica, con i profughi che, stremati, giungono in città attraverso la vecchia strada. La città, impreparata ad affrontare un tale afflusso, ha dovuto organizzare in fretta due punti di accoglienza per fornire cibo, materassi, coperte e diesel ai nuovi arrivati.
Il quadro generale della Siria rimane incerto e pericoloso. Il 27 novembre, un'offensiva lanciata dai ribelli antigovernativi e da un cartello di milizie jihadiste, guidato da Hay’at Tahrir As-Sham (HTS), ha portato alla caduta di Aleppo, la seconda città più importante del paese. Questa città, che il governo di Bashar Al-Assad aveva riconquistato nel 2016 dopo anni di combattimenti, è ora nuovamente sotto il controllo dei ribelli. Negli ultimi giorni, Aleppo è stata travolta da una nuova ondata di violenza e oppressione, con le fazioni estremiste legate ad Al-Qaeda, armate e sostenute dalla Turchia, che hanno preso il controllo della città e delle campagne circostanti.
Questa mossa, che viola apertamente gli accordi di Astana, rappresenta non solo un attacco alla sovranità siriana, ma anche un colpo alla speranza di milioni di civili intrappolati in un conflitto senza fine. L'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh) ha riferito che i ribelli jihadisti filo-turchi sono ora alle porte di Hama, la quarta città della Siria. Per tutta la giornata, intensi scontri hanno visto contrapporsi l'esercito siriano, sostenuto da Iran e Russia, e i jihadisti anti-regime. Una fonte militare siriana, citata dall'agenzia ufficiale Sana, ha affermato che grandi rinforzi militari sono arrivati in città.
La situazione a Homs, già critica, è resa ancora più difficile dall'afflusso continuo di sfollati da Aleppo. Padre Jacques Murad ha sottolineato la necessità urgente di aiuti umanitari per far fronte a questa emergenza. La città, che ha già subito gravi danni durante il conflitto, si trova ora a dover gestire una crisi umanitaria di proporzioni enormi.




