Aleppo sotto il controllo dei jihadisti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Per la prima volta dall'inizio del conflitto siriano nel 2012, Aleppo, la seconda città più grande del Paese e una delle più antiche al mondo, è caduta nelle mani dei ribelli jihadisti anti-Assad. Questo evento, che ha colto di sorpresa molti osservatori, è stato confermato dagli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, un'organizzazione non governativa con sede a Londra ma dotata di una rete di attivisti sul terreno.

La città, già nel 2016 scenario di una cruenta battaglia, era sotto il controllo governativo da otto anni. Tuttavia, i recenti scontri a Idlib non lasciavano presagire che Aleppo potesse essere conquistata dai rivoltosi jihadisti del gruppo Hayat Tahrir al-Sham (Hts) e dalle fazioni alleate. Il nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari, ha descritto la presa di Aleppo come una "triste sorpresa" e ha sottolineato che avrà conseguenze anche in Europa, che pagherà il prezzo più alto dopo i siriani.

Nel frattempo, la Russia ha intensificato i raid aerei contro i jihadisti e l'opposizione armata al regime di Bashar al-Assad. Secondo l'account X del governo libanese, un attacco aereo russo ha ucciso a Idlib Abu Muhammad al Jolani, capo di Hayat Tahrir al-Sham, anche se non esiste ancora una conferma ufficiale della sua morte.

Il Presidente siriano, Bashar al-Assad, ha dichiarato che il suo Paese è in grado di "sconfiggere i terroristi", dopo l'offensiva lanciata dai ribelli nel nordovest della Siria e le voci di un possibile golpe.

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