Raid russi in Siria, ucciso il capo dei ribelli anti-Assad
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Redazione Esteri
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In un recente raid aereo condotto dalla Russia nel nord della Siria, è stato ucciso Abu Muhammad al-Jolani, leader del gruppo sunnita Hayat Tahrir al-Sham (Hts), che guida la rivolta contro il regime di Bashar al-Assad. L'attacco, avvenuto nella regione di Idlib, ha segnato un punto cruciale nella lotta tra le forze governative siriane e i ribelli jihadisti, che da anni si contendono il controllo del territorio.
Nonostante la morte del loro leader, i ribelli continuano a tentare di avanzare verso sud, cercando di conquistare nuove posizioni strategiche. Tuttavia, il governo siriano ha prontamente inviato rinforzi nella zona, dichiarando di aver "rimesso in sicurezza" molte aree precedentemente occupate dagli insorti. Il ministro degli Esteri iraniano ha commentato la situazione, definendo i ribelli "terroristi comandati dagli Usa", sottolineando così la complessità geopolitica del conflitto.
Il nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari, ha espresso preoccupazione per le conseguenze della presa di Aleppo da parte dei jihadisti, affermando che anche l'Europa pagherà un prezzo alto per questa situazione. Zenari ha spiegato che, sebbene ci fossero già scontri a Idlib, nulla faceva presagire che Aleppo potesse essere conquistata dai ribelli. La città, ora nelle mani dei jihadisti, rappresenta un punto di svolta nel conflitto siriano, con ripercussioni che si faranno sentire ben oltre i confini del Paese.
Nel frattempo, il presidente siriano Bashar al-Assad ha dichiarato che il suo Paese è in grado di "sconfiggere i terroristi", nonostante l'offensiva lanciata dai ribelli nel nord-ovest della Siria e le voci di un possibile golpe.




