Ribelli alla periferia di Damasco, Assad resta in Siria
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Redazione Esteri
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I ribelli siriani, sostenuti inizialmente dalla Turchia, hanno raggiunto la periferia di Damasco, avanzando rapidamente da Idlib in soli dieci giorni. La sorprendente offensiva anti-governativa ha beneficiato del collasso delle difese militari governative e delle forze filo-iraniane, nonché della mancanza di sostegno da parte delle forze russe. La presidenza siriana ha smentito le voci secondo cui il presidente Bashar al-Assad avrebbe lasciato il Paese, affermando che Assad sta proseguendo il suo lavoro e i suoi doveri nazionali dalla capitale.
Le fonti locali nella capitale, citate dai media panarabi, confermano la presenza dei ribelli alla periferia di Damasco. La nota dell'ufficio del palazzo presidenziale siriano ha respinto le notizie false diffuse da alcuni media stranieri riguardo alla presunta fuga di Assad all'estero o a sue visite segrete in altri Paesi. La presidenza ha ribadito che il presidente è a Damasco e continua a svolgere le sue funzioni.
L'avanzata dei ribelli, che hanno percorso oltre 400 chilometri attraverso una Siria martoriata da quasi 14 anni di guerra, ha rimesso in discussione trincee e divisioni politico-militari congelate da anni. Queste divisioni erano frutto di accordi di spartizione tra russi, americani, turchi e iraniani, oltre a una miriade di forze armate locali e regionali. La situazione sul campo resta fluida e complessa, con sviluppi che potrebbero influenzare ulteriormente l'equilibrio di potere nella regione.
In questo contesto, la presidenza siriana ha voluto chiarire la posizione del presidente Assad, sottolineando che le voci sulla sua partenza sono infondate. La comunicazione ufficiale ha evidenziato come il presidente stia continuando a lavorare dalla capitale, nonostante le difficoltà e le sfide poste dall'offensiva ribelle.




