Siria, la caduta di Assad e l'avanzata dei ribelli
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Redazione Esteri
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La Siria, un paese segnato da oltre un decennio di guerra civile, ha assistito a un cambiamento drammatico negli ultimi giorni. I ribelli jihadisti di Hayat Tahrir al-Sham, seguendo un copione simile a quello dei talebani afghani, hanno conquistato Damasco, costringendo il presidente Bashar al-Assad a fuggire in Russia, dove ha ricevuto asilo politico. L'Emirato islamico è stato il primo a congratularsi con i ribelli, che ora si presentano come "talebuoni" agli occhi del mondo e dei cristiani siriani, ormai ridotti al lumicino.
La caduta del governo di Assad è avvenuta undici giorni dopo l'inizio di un'avanzata a sorpresa dei ribelli, più di tredici anni dopo che la repressione delle proteste antigovernative da parte di Assad aveva innescato la guerra civile. La folla si è radunata al confine con la Turchia, a Hatay, un giorno dopo la fuga di Assad, mentre i ribelli islamisti invadevano Damasco.
La storia della famiglia Assad, che ha governato la Siria per decenni, è segnata da ascesa e caduta. Bashar al-Assad, terza scelta del padre Hafez, era entrato nel palazzo presidenziale nel 2018, sentendosi saldo al potere. Tuttavia, il piano dinastico del capostipite Hafez, che aveva scelto il primogenito Basil come successore, era andato in frantumi con la morte di quest'ultimo in un incidente stradale nel 1994.
La situazione in Siria è ora estremamente caotica. I ribelli jihadisti di Hayat Tahrir al-Sham, guidati da Abu Mohammad al-Jolani, hanno preso il controllo della capitale e del territorio siriano, governato per decenni dalla dinastia degli Assad.




