Aleppo sotto il controllo delle milizie dell'opposizione
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Redazione Esteri
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Dopo tre giorni di intensi combattimenti, le milizie dell'opposizione hanno preso il controllo di Aleppo, la seconda città più grande della Siria. L'arcivescovo maronita di Aleppo, Joseph Tobji, ha riferito che la città è ora come sospesa, senza spargimenti di sangue, grazie a Dio. L'esercito siriano si è ritirato temporaneamente per preparare una controffensiva, lasciando la città nelle mani delle forze curdo-siriane, tra cui anche gruppi jihadisti.
Le forze curdo-siriane, espressione dell'ala locale del PKK, hanno preso il controllo dell'aeroporto internazionale di Aleppo dopo il ritiro delle forze iraniane e governative. L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Sohr) ha confermato che i ribelli sono entrati in gran parte della città, mentre l'esercito regolare siriano si è ritirato per preparare una controffensiva.
La presa di Aleppo da parte dei ribelli islamisti anti-Assad ha riportato l'attenzione del mondo su un Paese, la Siria, dimenticato dopo anni di sanguinosa guerra civile scoppiata nel 2011. A guidare la rivolta è Hayat Tahrir al-Sham (HTS), una delle principali fazioni jihadiste protagoniste della guerra di 13 anni fa. Le origini di HTS derivano da Jabhat al-Nusra, formazione allineata ad al-Qaeda creata alla fine del 2011 dal siriano Abu Muhammad al-Jawlani su richiesta dell'allora leader dell'Is, Abu Bakr al-Baghdadi.
L'ONU e la Farnesina hanno evacuato gli italiani presenti in città, mentre le forze armate del nord della Siria, che includono anche gruppi jihadisti filo-curdi, hanno annunciato un ritiro temporaneo delle proprie truppe per preparare una controffensiva contro i ribelli.




