Ribelli entrano ad Aleppo, migliaia in fuga
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Redazione Esteri
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L'offensiva dei ribelli siriani, guidati dall'organizzazione islamista Hayat Tahrir al-Sham, ha scosso la guerra civile siriana, in parte congelata dal 2020. I ribelli sono entrati in ampie zone di Aleppo, costringendo l'esercito del presidente Bashar al-Assad a riorganizzarsi. L'attacco a sorpresa ha causato ingenti perdite tra le forze governative, che hanno temporaneamente abbandonato l'aeroporto internazionale della città, ora sotto il controllo delle forze curdo-siriane, espressione dell'ala locale del Pkk.
La situazione ad Aleppo è critica: i ribelli controllano più della metà della città e hanno imposto un coprifuoco di 24 ore, dalle 17 di oggi (le 16 in Italia) fino alla stessa ora di domani. Il ministero della Difesa siriano ha ammesso che i gruppi armati, sostenuti da centinaia di terroristi stranieri, hanno lanciato un attacco contro le città di Aleppo e Idlib, parlando di "battaglie feroci" in attesa di rinforzi.
La presa di Aleppo da parte dei ribelli islamisti anti-Assad riporta l'attenzione del mondo su un Paese, la Siria, dimenticato dopo gli anni della sanguinosa guerra civile scoppiata nel 2011. Hayat Tahrir al-Sham, una delle principali fazioni jihadiste protagoniste della guerra di 13 anni fa, ha le sue origini in Jabhat al-Nusra, formazione allineata ad al-Qaeda creata alla fine del 2011 dal siriano Abu Muhammad al-Jawlani su richiesta dell'allora leader dell'Is, Abu Bakr al-Baghdadi.
La situazione umanitaria è drammatica: migliaia di civili sono in fuga, tra cui anche italiani, cercando rifugio dalle violenze. L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Sohr) ha confermato che i ribelli sono entrati in gran parte della città, mentre i militari regolari sono stati mandati via temporaneamente per preparare una controffensiva.




