Aleppo in mano ai ribelli, evacuazioni e caos
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Redazione Esteri
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Dopo tre giorni di intensi attacchi, le milizie dell'opposizione hanno preso il controllo della città di Aleppo, lasciando la popolazione in uno stato di sospensione e incertezza. L'arcivescovo maronita di Aleppo, Joseph Tobji, ha riferito che, nonostante i combattimenti, al momento non si registrano spargimenti di sangue, grazie a Dio. L'esercito governativo ha abbandonato la città, ora in mano alle milizie ribelli, tra cui gruppi jihadisti filo-curdi.
Secondo le Nazioni Unite, gli attacchi aerei e i combattimenti hanno già causato circa 300 morti e 15.000 sfollati. Le strade di Aleppo sono teatro di festeggiamenti per il ritorno dei ribelli, mentre migliaia di civili fuggono dalla città. I ribelli anti-regime, tra cui anche jihadisti, sono riusciti ad avanzare nonostante i circa 23 raid aerei condotti dal governo di Bashar Assad e dalla Russia, sua alleata.
Nei video diffusi in rete, si vedono ribelli che strappano ritratti del presidente siriano e festeggiano con bandiere e fucili puntati. Nel frattempo, le Nazioni Unite hanno iniziato a evacuare il personale da Aleppo verso Damasco. Un primo convoglio, che include anche cittadini italiani, ha già lasciato la città. Le forze armate del nord della Siria, che includono gruppi jihadisti filo-curdi, hanno preso il controllo di gran parte di Aleppo. L'esercito locale ha annunciato un ritiro temporaneo delle proprie truppe per preparare una controffensiva contro i ribelli.
La situazione ad Aleppo rimane critica, con la popolazione civile che continua a subire le conseguenze di un conflitto che sembra non avere fine.




