Aleppo in mano ai ribelli, la città siriana sotto assedio
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Redazione Esteri
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Aleppo, una delle città più antiche e storicamente significative della Siria, è nuovamente teatro di intensi scontri e violenze. I ribelli hanno conquistato la città, costringendo l'esercito governativo a ritirarsi e lasciando la popolazione civile in balia degli eventi. La situazione è precipitata rapidamente, con i miliziani che hanno preso il controllo dell'aeroporto civile e le forze governative che si sono ritirate in modo disordinato. Voci di un possibile golpe a Damasco e di scontri tra le forze lealiste aumentano la confusione e l'incertezza.
Il presidente Bashar al Assad, in un discorso alla nazione, ha ribadito la determinazione del governo a sconfiggere i ribelli, definendoli terroristi e assicurando che la Siria, con l'aiuto dei suoi alleati, riuscirà a mantenere la propria stabilità e integrità territoriale. Tuttavia, la realtà sul campo sembra raccontare una storia diversa, con i ribelli che avanzano e consolidano le loro posizioni.
I raid aerei russi hanno colpito duramente le postazioni dei miliziani, ma non sono riusciti a fermare l'avanzata ribelle. La testa di pietra della statua di Basel Assad, fratello minore del presidente, è stata abbattuta e rotola sulla piazza, simbolo di una resistenza che sembra vacillare. La scena, impensabile fino a pochi mesi fa, è ora una realtà che scuote profondamente la popolazione di Aleppo.
Gli abitanti della città, già provati dal devastante terremoto del 2023, sono ora costretti a fare i conti con una nuova ondata di violenze. I jihadisti avanzano, conquistando cittadine e villaggi come Nubul e Zahra, già teatro di un assedio sanguinoso durato tre anni e mezzo.




