Milizie sostenute dall'Iran verso il nord della Siria

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra il primo e il due dicembre, milizie filo-iraniane sono entrate in Siria dall'Iraq, dirigendosi verso il nord del Paese per sostenere le forze dell'esercito di Bashar al-Assad, impegnate in combattimenti contro i ribelli. Secondo fonti dell'esercito siriano, si tratta di nuovi rinforzi inviati per aiutare i compagni in prima linea. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha riportato che almeno undici civili sono stati uccisi nei raid aerei russi, che continuano a colpire le postazioni ribelli.

Nel frattempo, gli Stati Uniti, la Francia, la Germania e la Gran Bretagna hanno chiesto una de-escalation urgente e la necessità di una soluzione politica alla crisi siriana. La situazione ad Aleppo, la seconda città della Siria, è particolarmente critica: il presidente siriano Bashar al-Assad ha perso il controllo della città durante un'offensiva ribelle che ha provocato oltre quattrocento morti, secondo i dati dell'Osservatorio siriano per i diritti umani. È la prima volta dall'inizio della guerra in Siria nel 2011 che il governo, alleato di Iran e Russia, perde completamente il controllo della città del Nord, una battuta d'arresto inflitta da una coalizione di gruppi ribelli dominata dagli islamici.

Le milizie filo-iraniane, entrate in Siria dall'Iraq, hanno l'obiettivo di rafforzare l'esercito del regime di Assad. La tensione in Siria è alta, con raid aerei russi che continuano a colpire i ribelli e caccia americani che sarebbero entrati in azione per fermare i combattenti delle Forze di Mobilitazione Popolare, diretti verso Damasco per sostenere il regime di Assad. Mosca ha dichiarato di aver ucciso almeno trecentoventi ribelli a Idlib, Hama e Aleppo, mentre proseguono le evacuazioni e il numero delle vittime civili supera le quattrocento unità.

La crisi siriana, intricata e complessa, vede l'intervento di diverse potenze internazionali, con l'Occidente che lancia appelli alla de-escalation e alla ricerca di una soluzione politica. Tuttavia, la situazione sul campo rimane critica, con le forze governative siriane che cercano di mantenere il controllo delle principali città e i ribelli che continuano a lanciare offensive.

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