Manovra 2027, slitta il via libera: nodo banche e Irpef

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Manovra 2027 subisce un rinvio: il governo posticipa l'approvazione del disegno di legge di Bilancio in Consiglio dei ministri, in attesa dell'esito del confronto con Bruxelles. Il testo, inizialmente atteso entro il 23 ottobre, potrebbe approdare sul tavolo dell'esecutivo il 28 ottobre. La decisione è maturata dopo il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per esaminare le priorità economiche e le risorse necessarie a finanziarle.

Il negoziato con Bruxelles sui fondi per l'energia

Il principale elemento da definire riguarda i margini di flessibilità richiesti dall'Italia all'Unione europea. Il governo punta a chiarire quali spese potranno essere comprese negli oltre 14 miliardi destinati agli interventi per la sicurezza energetica e la difesa. La trattativa riguarda anche la possibilità di ampliare gli spazi consentiti dalle regole europee sui conti pubblici, per affrontare gli effetti dell'inflazione. La premier ha spiegato che i primi pareri europei sono attesi entro il fine settimana e saranno determinanti per stabilire l'effettiva disponibilità finanziaria.

Il Documento programmatico di bilancio delinea una manovra da circa 23,5 miliardi di euro, costruita con l'obiettivo di sostenere famiglie e imprese senza compromettere l'equilibrio dei conti. Le previsioni indicano un deficit pari al 3,4% del Pil per il prossimo anno, destinato a scendere al 3,2% in quello successivo. Il documento già trasmesso alla Commissione europea anticipa gli indirizzi economici dell'esecutivo, mentre la definizione puntuale degli interventi dipende anche dall'applicazione della clausola nazionale di salvaguardia.

Banche e assicurazioni, il confronto sui contributi

Un altro passaggio delicato riguarda il contributo richiesto al settore finanziario. Il governo ha previsto di raccogliere 5 miliardi di euro da banche e assicurazioni, ma non ha ancora definito le modalità dell'intervento. La discussione riguarda soprattutto la distinzione tra una quota obbligatoria e una parte eventualmente volontaria. Sul confronto pesa l'accordo triennale raggiunto con gli istituti di credito nell'anno precedente, che rende necessario valutare con attenzione una nuova richiesta di risorse.

La maggioranza deve trovare un'intesa politica prima di affrontare il negoziato con l'Associazione bancaria italiana. Tra le ipotesi esaminate figurano differenti modalità di partecipazione del settore finanziario alle coperture della legge di Bilancio. La Lega sostiene una soluzione basata sulla tassazione, mentre altre componenti della coalizione preferiscono strumenti differenti. Il confronto coinvolge anche il possibile impiego delle somme raccolte, sulle quali i partiti presentano priorità diverse.

Taglio Irpef e misure per famiglie e imprese

Tra gli interventi più discussi figura la riduzione dell'Irpef per il ceto medio, sostenuta da Forza Italia ma non inserita tra le misure già definite. Il partito propone anche un ampliamento delle agevolazioni sul bollo auto, una no tax area per i giovani e la possibilità di recuperare le spese mediche nello stesso anno in cui vengono sostenute. La Lega chiede invece di estendere la flat tax ai ricavi fino a 100 mila euro, introdurre nuove agevolazioni fiscali per i giovani e consentire l'accesso alla pensione a 64 anni.

Le richieste avanzate da Noi Moderati comprendono la cedolare secca per i contratti di locazione di lunga durata e l'azzeramento delle imposte per gli under 30 al primo impiego. Fratelli d'Italia punta su interventi mirati a favore delle famiglie e delle attività produttive. Tra le priorità indicate nel vertice figurano anche il rafforzamento della sanità e il sostegno agli anziani. Alla riunione hanno partecipato i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il leader centrista Maurizio Lupi. L'incontro è durato circa due ore.

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