Ferrari, Vasseur e D'Ambrosio tengono basse le aspettative alla vigilia del Gp del Belgio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La scuderia di Maranello arriva a Spa-Francorchamps forte delle vittorie conquistate a Barcellona, con Lewis Hamilton, e a Silverstone, con Charles Leclerc. Due successi nelle ultime tre gare che hanno ridato slancio all'ambiente, ma che non bastano a far dimenticare le caratteristiche insidiose del circuito delle Ardenne.
Il tracciato belga, con i suoi lunghi rettilinei e le curve veloci come l'Eau Rouge e il Raidillon, rappresenta storicamente un banco di prova complesso per le vetture del Cavallino, tradizionalmente più a loro agio su piste con curvoni medi e lenti dove la trazione meccanica fa la differenza.
Vasseur e la gestione del weekend: "Massimizzare ogni dettaglio"
Il team principal Frederic Vasseur, nel presentare l'appuntamento numero dieci del mondiale 2026, ha scelto la linea della prudenza, consapevole che le prestazioni viste in Gran Bretagna potrebbero non essere immediatamente replicabili in Belgio. Vasseur ha parlato di un "weekend impegnativo", sottolineando come la priorità assoluta sia quella di ottimizzare ogni singolo elemento della vettura per adattarla alle peculiarità del tracciato.
L'approccio del francese è pragmatico e mira a costruire un pacchetto competitivo partendo dalle libere, per mettere i piloti nelle condizioni di esprimersi al meglio sia in qualifica che in gara, senza farsi condizionare dall'entusiasmo generato dai recenti risultati.
D'Ambrosio, il vice di Vasseur, e il fascino di Spa
A fare da contraltare alle dichiarazioni del team principal ci sono quelle di Jerome D'Ambrosio, vice team principal e uomo di fiducia di Vasseur. Per il belga, il Gran Premio di casa ha un sapore speciale, come ha avuto modo di ribadire alla vigilia, definendo Spa-Francorchamps uno dei circuiti più iconici e affascinanti dell'intero calendario.
D'Ambrosio, che conosce le insidie del tracciato per avervi corso in carriera, ha però messo in guardia dalla tentazione di fare voli pindarici, ricordando come le vittorie di Barcellona e Silverstone siano pietre miliari importanti su cui costruire la fiducia, ma non una garanzia di competitività automatica su ogni tipo di asfalto. Il suo messaggio è chiaro: la chiave per affrontare il weekend sta nel mantenere i piedi per terra e lavorare con umiltà.
La SF-26 e le scelte tecniche per le Ardenne
Sul fronte tecnico, la Ferrari si presenta a Spa con una SF-26 che ha proseguito il suo sviluppo in ottica di massima efficienza aerodinamica. I tecnici di Maranello hanno scelto di privilegiare la penetrazione aerodinamica e la riduzione della resistenza all'avanzamento, sacrificando in parte il carico verticale puro che su questo tracciato risulta meno determinante rispetto alla velocità di punta.
In questo senso, è significativa l'assenza del sistema FTM, lo scarico soffiato che era stato sperimentato in precedenza, e l'adozione di un'ala posteriore a basso carico, nella versione definita "Macarena", che dovrebbe garantire un vantaggio significativo nei lunghi rettilinei. Una scelta che conferma la volontà della squadra di osare, cercando di compensare il gap di potenza con la Mercedes, data per favorita, e con la Red Bull, attraverso una messa a punto estrema e specifica per il circuito.




