Piastri mette la freccia a Suzuka, Mercedes non più sola al comando: le risposte dalle libere
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Redazione Sport
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Nella prima giornata di attività in pista sul tracciato di Suzuka, quello che sembrava un copione già scritto ha subito una correzione di rotta significativa. Dopo due weekend dominati dalla Mercedes, con doppiette in Australia e Cina, il venerdì giapponese ha restituito l’immagine di una McLaren finalmente in grado di impensierire le “frecce d’argento”, trovando in Oscar Piastri il riferimento principale per scardinare le gerarchie finora consolidate. È stata una giornata a due facce per il team di Woking, dove il tempo record dell’australiano – 1’30”133 nella seconda sessione – ha rappresentato la notizia più eclatante, ma ha convissuto con le difficoltà di Lando Norris, costretto ai box a lungo per un problema idraulico che ne ha limitato il programma di lavoro.
Il dato più significativo, quello che restituisce il senso di una possibile svolta nell’equilibrio di questo avvio di campionato, è racchiuso in un margine sottilissimo: i 92 millesimi che separano Piastri dal secondo tempo, quello di Kimi Antonelli. Il pilota italiano, reduce dalla prima storica vittoria in carriera a Shanghai, ha dimostrato ancora una volta grande fluidità di guida e consapevolezza, confermandosi davanti a George Russell – il leader del mondiale – fermo al terzo posto a 113 millesimi dal compagno di scuderia. Questo ribaltamento interno alla Mercedes, con Antonelli che continua a imporre il proprio ritmo, aggiunge un ulteriore elemento di complessità nella valutazione del reale valore della W17, incapace per il momento di ristabilire le gerarchie interne volute da Toto Wolff.
Ferrari insegue tra instabilità e questioni tecniche
Dall’altra parte del box, la giornata di Maranello ha assunto i contorni di un lavoro certosino più che di una vera dichiarazione di intenti. Le due SF-26 hanno chiuso rispettivamente in quinta e sesta posizione, con Charles Leclerc che ha preceduto Lewis Hamilton. A preoccupare, più che il distacco cronometrico di circa sette decimi dal vertice, è stata la sensazione di mancanza di confidenza espressa dal britannico via radio: una vettura che soffre di sovrasterzo e che nelle iconiche “esse” di Suzuka – il primo settore dove si costruisce il giro veloce – ha mostrato un’instabilità che costa decimi preziosi. La scelta di rinunciare alla nuova ala posteriore, soprannominata “macarena”, ha confermato come il team preferisca accumulare dati in vista degli aggiornamenti previsti per Miami, lasciando momentaneamente scoperto un potenziale che potrebbe risultare decisivo in qualifica.
Il confronto diretto con le McLaren e l’incubo Red Bull
Il confronto diretto con le papaya evidenzia come la McLaren, nonostante i problemi di affidabilità che continuano a tormentare Norris, abbia trovato nel giovane Piastri un interprete capace di esprimere il massimo del potenziale della MCL40. La sua prestazione costante nel long run, sebbene considerata meno regolare rispetto a quella di Leclerc, ha comunque permesso alla scuderia di Woking di inserirsi prepotentemente nella conversazione per le prime file, interrompendo il predominio solitario delle Mercedes che aveva caratterizzato le prime due tappe del mondiale. A completare il quadro di una giornata dai valori inaspettati, la situazione in casa Red Bull appare sempre più critica: Max Verstappen, vincitore delle ultime quattro edizioni del Gran Premio del Giappone, ha chiuso solo in decima posizione, a oltre un secondo e mezzo dalla vetta, confermando le difficoltà di una monoposto che fatica a trovare il giusto compromesso meccanico su un tracciato storicamente favorevole al suo stile di guida.
L’ultima gara prima della lunga pausa forzata
Il contesto in cui si inserisce questa prima giornata di libere a Suzuka è quello di un calendario sottoposto a tensioni geopolitiche: si tratta dell’ultimo appuntamento prima di una pausa di cinque settimane, causata dalla cancellazione dei Gran Premi in Bahrain e Arabia Saudita a seguito della guerra in Iran. Il campionato tornerà a vivere solo a inizio maggio a Miami, rendendo questo weekend giapponese non solo un banco di prova tecnico ma anche l’ultimo atto prima di un lungo stop. Gli sviluppi visti in pista, con Piastri che ha interrotto il dominio Mercedes e le Ferrari chiamate a recuperare terreno, lasciano aperti molti interrogativi sulla gestione della gara e sull’effettiva capacità di tenuta delle gomme in condizioni di gara, elementi che saranno decisivi già nella giornata di domani per definire le gerarchie reali di Suzuka.




