Lamborghini, tre anni per ridare vita alla Miura SV: il restauro integrale svelato a Roma

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è chi colleziona automobili e chi, invece, possiede la chiave di volta di un’intera epoca. Quando una Lamborghini Miura SV del 1972 è arrivata a Sant’Agata Bolognese, lo si potrebbe dire, versava in condizioni lontanissime dalla gloria dei suoi esordi. Il progetto di restauro, affidato al Polo Storico della casa del Toro, è durato trentasei mesi e ha richiesto un lavoro certosino di ricostruzione filologica, restituendo finalmente alla luce un esemplare unico nel suo genere: presentato in occasione dell’Anantara Concorso Roma 2026, tenutosi nella Capitale dal 16 al 19 aprile, l’esemplare è tornato a splendere sotto il sole di Villa Borghese.

La particolarità di questo intervento, al di là della meccanica, risiede in una scelta cromatica coraggiosa che nessuno, forse, si sarebbe aspettato da un’erede diretta della "prima supercar della storia". Il colore scelto per rivestire la carrozzeria disegnata da Marcello Gandini è il "Luci del Bosco", una calda e profonda tonalità di marrone che la divisione heritage ha dovuto letteralmente ripescare dai propri archivi, analizzando campioni d'epoca e schede di produzione risalenti ai tardi anni Sessanta. Questa sfumatura, spiega la documentazione interna, si era evoluta nel tempo attraverso diversi modelli, rendendo necessaria un’indagine precisa per identificare la specifica cromatica relativa all’anno di fabbricazione di questa vettura, evitando così anacronismi stilistici.

L'abitacolo "Senape" e i dettagli da collezione

A completare un quadro visivo già di per sé ipnotico ci pensa l’abitacolo, interamente rivestito in pelle "Senape". Anche in questo caso, la ricerca si è rivelata complessa: la tonalità di quel particolare marrone chiaro, quasi giallo ocra, doveva corrispondere perfettamente a quella utilizzata nel 1972, e non a versioni modificate negli anni successivi. I tecnici del Polo Storico, va detto, hanno smontato e rimontato ogni singolo componente, ripristinando la predisposizione per l’aria condizionata, il sistema delle quattro frecce e persino la leva del freno a mano originale, sostituita nel tempo con componenti non conformi. Non sono mancati interventi mirati sulle calotte dei cerchi, tornate agli ottagonali monodado, e sui terminali di scarico "tipo Bob", un omaggio al collaudatore storico Bob Wallace che aveva contribuito a definire l’anima più performante della vettura.

Il restauro di un'icona del cinema italiano

Parallelamente all’esposizione di questo capolavoro su ruote, l’evento romano ha celebrato un altro pezzo di storia motoristica legato a doppio filo al cinema. Insieme alla Miura SV restaurata, hanno infatti sfilato nel concorso di eleganza anche due Countach 25° Anniversario e una rarissima Miura P400 del 1968, quella utilizzata per la sequenza d’apertura del famoso film *The Italian Job*. A differenza di quanto erroneamente riportato per anni, la vettura non venne distrutta durante le riprese ma, dopo decenni di oblio, è stata identificata e restaurata anch’essa dal Polo Storico nel 2019, ottenendo il primo posto nella classe riservata alle granturismo sportive.

L'importanza dell'autenticità secondo Lamborghini

La vettura, giunta a fine 2023 nello stabilimento in una configurazione che i responsabili del marchio non hanno esitato a definire "non conforme", è stata ricostruita basandosi esclusivamente sui documenti d’archivio e sulla scheda di produzione originale. Questo approccio rigido, privo di compromessi estetici moderni, sottolinea l’importanza che Lamborghini attribuisce alla propria identità storica. Ritrovare le corrette griglie sui parafanghi anteriori, le alette sopra le maniglie con il profilo spigolato giusto o le veneziane posteriori (quelle celebri feritoie che celano il motore) ha richiesto un’analisi maniacale, trasformando un'auto ridotta male in un gioiello da oltre 450 milioni di dollari di valore complessivo stimato per l’intera esposizione, una cifra che dà il senso della posta in gioco quando si parla di restauri ufficiali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.