Carburanti, il diesel torna sotto i 2 euro al litro mentre la discesa dei prezzi continua anche in autostrada
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Redazione Economia
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Il consueto bollettino del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, pubblicato sulla scorta dei rilievi effettuati dall’Osservatorio prezzi del Mimit, certifica una nuova, lieve flessione per benzina e gasolio. Nella giornata di sabato 13 giugno 2026, il prezzo medio nazionale in modalità self service ha toccato quota 1,893 euro al litro per la "verde" e 2,000 euro tondi per il diesel; un dato, quest'ultimo, che segna il ritorno sotto la soglia psicologica dei due euro dopo un lungo periodo di rincari.
Già nella giornata di domenica 14 giugno, il trend è proseguito con un ulteriore arretramento della benzina a 1,891 euro e del gasolio a 1,998 euro al litro, consolidando una fase di moderazione dei prezzi che gli automobilisti italiani attendevano da settimane.
Il divario tra rete ordinaria e autostrada
Nonostante il contesto generale sia orientato al ribasso, permangono differenze significative quando si varca il cancello di un’autostrada. L’Osservatorio del Mimit rileva che, sulla rete autostradale, il prezzo medio self service si attesta su valori decisamente più alti: 1,986 euro al litro per la benzina e 2,080 euro al litro per il gasolio. Questo divario, che storicamente penalizza i viaggiatori, è rimasto sostanzialmente stabile nonostante i cali giornalieri.
Se da un lato i dati incoraggiano chi deve fare rifornimento in città, dall’altro suggeriscono a chi è diretto fuori porta di organizzarsi prima del viaggio, magari approfittando delle stazioni di servizio situate nelle zone extraurbane immediatamente antecedenti i caselli, dove il risparmio può superare i dieci centesimi al litro.
La dinamica delle accise e il contesto internazionale
Questa graduale riduzione non sarebbe, va detto, osservabile senza l’intervento del Governo sul fronte fiscale. Per contrastare i rincari derivanti dall’aumento del costo del barile di petrolio – una crisi scatenata, come noto, dalle tensioni geopolitiche in Iran che hanno fatto impennare le quotazioni – l’esecutivo ha scelto di agire sulle accise. Attraverso decreti che prorogano tagli modulari, si è riusciti ad attenuare l’impatto sulla mobilita di famiglie e imprese.
Pur senza annullare completamente i rincari strutturali, l’operazione (che ha visto in alcuni periodi una riduzione selettiva tra benzina e diesel) ha comunque permesso di scongiurare il rischio di un’impennata violenta dei prezzi finali, accompagnando la discesa registrata in queste ultime settimane.
Il confronto con i giorni precedenti
L’andamento delle ultime quarantotto ore conferma la costanza del movimento al ribasso. Per quanto riguarda la rete stradale nazionale, il dato di domenica 14 giugno ha evidenziato una contrazione di due millesimi per il gasolio (passato da 2,000 a 1,998 euro) e di altrettanti per la benzina, scesa da 1,893 a 1,891 euro.
Parallelamente, in autostrada si è verificata la stessa dinamica: il servizio di monitoraggio del Mimit ha rilevato una flessione di due millesimi anche per i carburanti venduti in autostrada, dove la benzina è passata da 1,986 a 1,984 euro e il diesel da 2,080 a 2,078 euro. Si tratta di variazioni modeste, certo, ma indicative di una tendenza: quella di un mercato che, dopo le scosse degli ultimi mesi, sembra aver trovato un equilibrio su valori più bassi, sebbene ancora lontani dalle soglie record del passato.




