Una ventenne palestinese muore a Pisa per malnutrizione dopo l'arrivo da Gaza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Marah Abu Zuhri, una ragazza di vent’anni proveniente dalla Striscia di Gaza, è morta nell’unità operativa di ematologia dell’ospedale di Pisa, dove era stata ricoverata appena arrivata in Italia nella notte tra il 13 e il 14 agosto. Il volo che l’aveva trasportata, organizzato dallo Stato italiano nell’ambito di un’operazione umanitaria, non era bastato a salvarla: le sue condizioni, già critiche al momento dello sbarco a causa della grave malnutrizione, non avevano lasciato spazio a speranze.

La sua morte riaccende i riflettori sulla crisi che sta devastando Gaza, dove la carenza di cibo, acqua e medicine ha raggiunto livelli insostenibili. Le immagini dei bambini scheletrici e degli adulti ridotti alla fame, spesso contestate da chi minimizza la portata dell’emergenza, trovano oggi una tragica conferma in questa storia. Che una giovane, evacuata per ricevere cure, sia deceduta per denutrizione in un paese come l’Italia, capace di garantire assistenza medica avanzata, è un dato che parla da solo.

«Ora che una palestinese è morta di fame qui, a casa nostra, si riuscirà a ritrovare un po’ di umanità?», ha scritto su X Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, sottolineando come la fame venga usata come arma di guerra. Le sue parole, seppur dure, riflettono una realtà che molti osservatori denunciano da mesi: il blocco degli aiuti umanitari e le restrizioni imposte su Gaza stanno provocando sofferenze atroci, con migliaia di civili costretti a sopravvivere in condizioni disumane.

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