La Roma e la lunga estate del ds: una short list tra sogni e veti, Gasperini aspetta
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Redazione Sport
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La partita, quella vera – a dispetto di ogni pronostico estivo – si consuma lontano dal prato verde di Trigoria, dove l’erba cresce in attesa di un progetto che ancora non trova il suo architetto. Il club giallorosso, nella persona dei proprietari Friedkin, ha infatti già imbastito una caccia al nuovo direttore sportivo che si annuncia come la vicenda dirigenziale più avvincente dell’intera sessione di mercato. E lo fa muovendosi su una short list, trapelata da fonti romane e confermata da diverse testate nazionali, che combina profili di peso (e di esperienza) con altri destinati, forse, a raffreddarsi nel giro di poche settimane.
L’accelerazione è arrivata dopo che l’attuale direttore sportivo Ricky Massara è stato pubblicamente messo alla porta, con Gasp – divenuto ormai il perno tecnico su cui ruota l’intero progetto – a non aver mai nascosto un certo “mancanza di feeling”. Una formula, quest’ultima, che in gergo pallottoliere significa divorzio imminente, quasi inevitabile, visto che i rapporti tra i due sono risultati conflittuali per mesi interi. Così la proprietà ha deciso: più potere decisionale all’allenatore, e un nuovo ds da cucire addosso alle sue idee. E la caccia, a questo punto, si è trasformata in una questione di ore, non più di settimane.
Nella rosa dei candidati spiccano almeno due nomi che hanno già infiammato le prime pagine dei quotidiani sportivi. Da una parte Giovanni Manna, attuale uomo mercato del Napoli, descritto da fonti come Radio Marte quale “indiziato numero uno” per la successione. Un profilo giovane, considerato di grande prospettiva, ma con un ostacolo non indifferente: Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, non ha alcuna intenzione di liberarlo. Dall’altra parte, invece, si muovono figure come Giuntoli e Fabio Paratici – questi ultimi due, stando a quanto riportato da ‘Il Messaggero’ e ‘La Gazzetta dello Sport’, sarebbero però nomi che “non scaldano” dalle parti di Trigoria. Una doccia fredda, per chi li dava per favoriti, che ha fatto sì che le loro candidature perdessero progressivamente terreno.




