Nazionale, dopo Gattuso si punta al ritorno dei big: Conte e Mancini nella short list
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Redazione Sport
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La notte di Zenica, con il suo fango e quella sconfitta che brucia ancora più delle precedenti per la modalità con cui è maturata, potrebbe rappresentare il capitolo finale dell’avventura di Rino Gattuso sulla panchina azzurra. Il tecnico calabrese, che aveva raccolto una eredità pesantissima – quella di un gruppo uscito a pezzi dalla gestione Spalletti –, è riuscito nell’impresa di restituire dignità e identità a un vestito che sembrava diventato troppo grande per molti, ma alla fine i sogni mondiali sono naufragati davanti all’evidenza di un ciclo che stenta decollare. E mentre Gattuso si è ritirato a Marbella per cercare di isolarsi dalla bufera, cercando quella dimensione familiare che a Firenze, nella bolgia dello stadio, gli era stata negata, la Federazione si trova costretta a guardare avanti.
Il nodo, infatti, è politico prima ancora che tecnico. Gabriele Gravina, il presidente della Federcalcio, aveva parlato subito dopo l’eliminazione di “decisioni non a caldo”, lasciando intendere che ci fosse bisogno di respiro e lucidità per valutare il da farsi. Ma una volta rientrato in Italia, il clima nei suoi confronti è diventato incandescente: le pressioni per un passo indietro sono tali che, stando alle ultime ricostruzioni, senza Gravina alla guida della Figc diventa oggettivamente impossibile pensare di confermare Gattuso in panchina, nonostante il contratto in scadenza a giugno lasciasse spazio a un eventuale rinnovo.
Le candidature per la successione
A questo punto, per il dopo-Gattuso, i nomi caldi sono quelli che già hanno scritto pagine importanti della storia recente del calcio italiano. Si tratta di due ritorni, di due “big” che conoscono il peso della maglia e le pressioni dell’ambiente. Da una parte c’è Roberto Mancini, dall’altra Antonio Conte. Secondo quanto riportato da fonti vicine all’ambiente, tra cui il giornalista esperto di calciomercato Nicolò Schira, la Federazione avrebbe messo nel mirino proprio Conte come obiettivo prioritario, il sogno proibito per rilanciare un progetto che appare ormai usurato.
La suggestione legata a Conte, attualmente alla guida del Napoli, è fortissima: il suo carattere, la sua capacità di fare selezione e di trasmettere quella “grinta” che negli ultimi tempi è sembrata mancare nei momenti cruciali, lo rendono il profilo ideale per una ricostruzione. Tuttavia, non si tratta dell’unica pista. Nelle stanze del potere federale, si parla anche di un clamoroso scenario che porterebbe a una doppia virata: l’elezione di Malagò alla presidenza della Figc e il conseguente ritorno di Mancini in azzurro, una combinazione che ridisegnerebbe completamente gli assetti del calcio italiano.
L’addio ormai inevitabile
Nonostante le dichiarazioni di circostanza rilasciate dalla dirigenza per evitare un bagno di sangue immediato dopo la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali – un record negativo che pesa come un macigno sulla storia del calcio italiano – il cambio di guardia appare inevitabile. La sensazione, alimentata dalle voci di corridoio, è che Gattuso abbia già capito di essere arrivato al capolinea. La sua delusione è atroce, perché sentiva di aver ricucito uno spogliatoio lacerato, ma il verdetto del campo è stato spietato.
Per l’Italia si riapre dunque il solito, estenuante gioco dei “nomi nuovi” che in realtà sono vecchie conoscenze. Si riparte dai big, si riparte da chi ha già dimostrato di saper vincere, perché l’azzardo tattico o l’uomo della provvidenza questura sembrano non esistere più. Tra un allenatore che ha vinto lo Scudetto con l’Inter e un altro che ha portato la Nazionale a trionfare a Wembley, la Federazione cerca la scintilla per riaccendere un motore che, ormai da troppo tempo, si inceppa proprio sul più bello.




