La terra trema ancora in Sicilia: sciame sismico tra Madonie, Nebrodi e Eolie, la scossa di magnitudo 4.1 avvertita fino a Palermo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La terra, in queste ore, non ha smesso di tremare in Sicilia, restituendo l’immagine di un’area – quella compresa tra il messinese, il palermitano e l’ennese – geologicamente complessa e sorvegliata costantemente dagli strumenti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Una sequenza sismica, iniziata già nelle ore notturne, ha raggiunto il suo apice alle 19:04, quando una scossa di magnitudo 4.1 (Mw 4.2 secondo la scala di magnitudo momento) è stata localizzata a soli 2 chilometri a sud di Castel di Lucio, comune in provincia di Messina, a una profondità ipocentrale di 26 chilometri. Un valore, quello della profondità, che spiega almeno in parte la vasta area di risentimento: il sisma, infatti, non è stato avvertito solo nei comuni delle Madonie e del comprensorio dei Nebrodi, ma ha fatto tremare i palazzi anche nel capoluogo di provincia, Messina, che dista circa 110 chilometri dall’epicentro, e in città come Caltanissetta, situata a 48 chilometri di distanza, e Catania, a 80.
La replica di magnitudo 3.2 e l’epicentro a Mistretta
A rendere più articolato il quadro sismico, segnalato dalla sala operativa dell’Ingv, è stata una seconda scossa di rilievo, verificatasi pochi minuti più tardi, con orario esatto alle 19:15. Quest’ultima, di magnitudo 3.2, ha avuto il proprio epicentro nei pressi di Mistretta, comune anch’esso situato nella provincia di Messina, a una profondità stimata di circa 26.1 chilometri. Sebbene di intensità inferiore rispetto al picco delle 19:04, la scossa ha contribuito ad alimentare il senso di precarietà avvertito dalla popolazione, già scossa dall’evento principale. Gli strumenti della Rete Sismica Nazionale hanno continuato a registrare, nell’arco di poco più di un’ora, una serie di eventi minori, configurando di fatto un vero e proprio sciame sismico che ha interessato un’area geografica piuttosto ampia, sovrapponendosi idealmente ai confini tra le tre province.
Lo sciame sismico si estende in mare: le scosse tra Eolie e Calabria
Parallelamente all’attività tellurica concentrata nell’entroterra tra le Madonie e i Nebrodi, l’attenzione dei geofisici si è spostata anche sul versante tirrenico, dove un altro sciame sismico ha interessato l’arcipelago delle Eolie. L’Ingv ha rilevato una sequenza di scosse con epicentro in mare, posizionato tra l’isola di Alicudi e la costa settentrionale siciliana. Un fenomeno, quest’ultimo, che ha generato una notte di paura non solo per i residenti delle isole minori, ma anche per le popolazioni dei centri costieri delle città metropolitane di Messina, Palermo e della stessa Reggio Calabria, dove il movimento tellurico è stato chiaramente avvertito dalla cittadinanza. La sequenza, stando ai dati diffusi dall’istituto di ricerca, si è progressivamente attenuata nelle ore successive, esaurendosi con l’arrivo dell’alba.
L’analisi strumentale e l’assenza di conseguenze strutturali
L’analisi condotta dalla Rete Sismica Nazionale, che monitora costantemente il territorio attraverso una capillare rete di sismografi, ha permesso di tracciare con precisione la sequenza temporale degli eventi, evidenziando come la scossa di magnitudo 4.1 rappresenti il picco di una sequenza iniziata con eventi di minore entità. La profondità degli ipocentri, attestatasi in entrambi gli eventi principali intorno ai 26 chilometri, si colloca in un range che, pur consentendo una propagazione dell’onda sismica su un’area estesa, ha probabilmente contribuito a limitare gli effetti superficiali. Non risultano, al momento, danni a persone o cose né in corrispondenza dei comuni dell’entroterra siciliano né nelle aree urbane maggiori coinvolte dal risentimento sismico, incluso il capoluogo di regione Palermo e le zone dello Stretto. L’attività di verifica da parte della protezione civile e dei vigili del fuoco, concentrata in particolare nei centri più prossimi agli epicentri come Castel di Lucio e Mistretta, ha confermato l’assenza di criticità strutturali rilevanti, restituendo un quadro di sostanziale normalità nonostante l’evidente apprensione collettiva.




