Larissa Iapichino e l'incubo di Tokyo: fuori dalla finale nel salto in lungo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La delusione, che è un sentimento tanto bruciante quanto improvviso, ha travolto Larissa Iapichino nella prima giornata dei Mondiali di atletica a Tokyo, dove la saltatrice italiana – reduce dal prestigioso successo nella Diamond League di Zurigo – non è riuscita a centrare l’accesso alla finale della sua specialità. Un esito inatteso, che ha lasciato attoniti i tifosi e, soprattutto, l’atleta stessa, la quale, dopo la gara, ha confessato di sentirsi «sotto choc» e di vivere la situazione come un vero e proprio «incubo», trovandosi incapace di provare emozioni.

La sua gara, che si è sviluppata in tre tentativi, è sempre rimasta al di sotto delle aspettative: Iapichino, partita con la tredicesima migliore misura di qualificazione (6.56 metri), non è infatti riuscita a trovare la giusta connessione tra la rincorsa e la pedana di stacco, chiudendo l’ultimo salto a 6.32 metri. Una prestazione che l’ha relegata in quindicesima posizione nella classifica generale, a soli quattro centimetri dal taglio che avrebbe garantito l’accesso tra le prime dodici, quelle abilitate a contendersi il titolo mondiale.

Questo risultato negativo, che giunge in un momento di forma apparentemente positivo, complica il quadro generale della spedizione azzurra, la quale pure ha inaugurato la rassegna nipponica con tre medaglie: gli argenti di Antonella Palmisano nei 35 km di marcia e di Nadia Battocletti nei 10.000 metri, oltre al bronzo di Leonardo Fabbri nel getto del peso. Successi importanti, che tuttavia non cancellano l’amarezza per l’uscita di scena anticipata di una delle atlete su cui erano riposte molte delle speranze italiane.

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