Larissa Iapichino, l'incubo a Tokyo: "Sono sotto shock"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’amara delusione di un sogno infranto sulla pedana del salto in lungo dei Mondiali di Tokyo ha il volto scavato dalla fatica e dall’incredulità di Larissa Iapichino, la quale, dopo una stagione di vertice assoluto, ha vissuto quella che lei stessa ha definito senza mezzi termini «una gara che si commenta da sola». L’azzurra, fresca vincitrice della Diamond League e capace di un eccezionale 7.06 a fine maggio, non è riuscita a trovare la misura giusta, mancando l’accesso alla finale per un soffio e classificandosi tredicesima con un misurato 6.57, ben al di sotto delle sue potenzialità.

Le sue parole, rilasciate ai microfoni della Rai subito dopo il termine della qualificazione, tradiscono uno stato di profonda prostrazione. «Sono sotto choc, non ho emozioni, come se stessi vivendo un incubo», ha confessato l’atleta, aggiungendo di non voler, in quel frangente, analizzare tecnicamente una prestazione così lontana dalle attese. La scelta di rimandare ogni riflessione a quando sarà «più lucida» appare come l’unica possibile di fronte a un evento tanto inaspettato quanto bruciante.

La capitale giapponese, che quattro anni fa le negò l’Olimpiade a causa di un infortunio, sembra dunque confermarsi un palcoscenico avverso per la saltatrice italiana, la cui esclusione assume i contorni di un vero e proprio paradosso sportivo. Mentre dalla tribuna, stando alle cronache, si sarebbero levate delle tensioni con il padre e allenatore Gianni Iapichino, la delusione più grande è quella per non aver potuto lottare per una medaglia che, sulla carta, era un obiettivo più che concreto.

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